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Occupazione scuola Roma, altro liceo in protesta: “Occupiamole tutte”. Si preannuncia un autunno caldo

Altro liceo di Roma occupato per esprimere solidarietà con la Palestina: la seconda scuola ha proclamato occupazione oggi, 29 settembre, mentre la prima lo ha fatto cinque giorni fa, concludendo la protesta ieri. Si preannuncia, insomma, un autunno caldo fatto di proteste studentesche.

La nota

La mobilitazione degli studenti e delle studentesse è scattata all’alba e a portarla avanti sono stati – secondo quanto apprende La Repubblica, – i giovani del collettivo e di Osa. Sull’ingresso, tra cori lanciati al megafono e bandiere della Palestina sventolate, è stato srotolato lo striscione “Blocchiamo tutto contro lo Stato terrorista di Israele”.

“L’occupazione del Cavour – si legge in una nota di Osa – è un altro miglio percorso dall’equipaggio di terra, che con la continua mobilitazione sostiene la navigazione della Global Sumud Flotilla verso Gaza per rompere il blocco navale di Israele. Rispondiamo al grido di ‘occupiamole tutte’, per far sì che le scuole siano un baluardo nella solidarietà alla Palestina affianco ai portuali e ai lavoratori che hanno paralizzato l’Italia il 22 settembre”.

Sciopero Gaza, i docenti non possono rimanere indifferenti

“Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede a Gaza. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto ‘Odio gli indifferenti’, perchè l’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. I bambini stanno morendo: in Palestina 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana”. Lo dice alla ‘Tecnica della Scuola’ Moira Aloisio, della Cub Scuola, nella giornata dello sciopero e delle manifestazioni in 75 piazze d’Italia per chiedere di fermare il genocidio a Gaza.

“La scuola non può essere estranea a una manifestazione di questo genere, sia dal punto di vista dei docenti che dal punto di vista degli studenti. Gli educatori. Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto chiaramente ‘Odio agli indifferenti’. L’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. La scuola non può non vedere quello che succede. I bambini stanno morendo: 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana. Noi, come docenti, come educatori, non possiamo restare indifferenti a tutto questo”, ha detto.

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