La scorsa notte la Global Sumud Flotilla, l’imbarcazione diretta a Gaza, è stata nuovamente attaccata da dei droni. Per esprimere solidarietà con l’iniziativa umanitaria, gli studenti di un liceo di Roma, oggi, hanno occupato la scuola. Lo riporta Open.
“Sappiamo di essere dalla parte giusta della storia”, queste le parole degli studenti del movimento Osa. “Dalle piazze alle scuole, blocchiamo tutto”, si legge su uno striscione appeso vicino al disegno di una bandiera palestinese.
“Oggi 24 settembre, dopo che la Global Sumud Flottilla è stata attaccata, noi studenti del Rossellini occupiamo la nostra scuola, rispondendo all’appello lanciato dagli universitari di Cambiare Rotta da Lettere occupata, dopo il grandissimo sciopero di lunedì 22 settembre che ha visto a Roma scendere in piazza 200.000 persone e in tutta Italia un milione”, si legge nel comunicato ufficiale.
“Anche noi studenti dei licei partecipiamo al blocco”, l’annuncio degli studenti del movimento Osa. Il collettivo ha occupato la succursale dell’istituto “per continuare la mobilitazione al fianco degli operai, dei lavoratori e degli occupanti”.
Il tono del messaggio si fa a questo punto molto più duro contro il governo italiano, accusato di essere “complice di questo genocidio” e di continuare “imperterrito a finanziare accordi. Le nostre scuole non devono e non possono essere luoghi neutrali della società. Davanti al genocidio del popolo palestinese, all’escalation militare e bellica, alla complicità del nostro governo, degli Stati Uniti e dell’Unione europea non possiamo rimanere in silenzio”.
“Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede a Gaza. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto ‘Odio gli indifferenti’, perchè l’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. I bambini stanno morendo: in Palestina 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana”. Lo dice alla ‘Tecnica della Scuola’ Moira Aloisio, della Cub Scuola, nella giornata dello sciopero e delle manifestazioni in 75 piazze d’Italia per chiedere di fermare il genocidio a Gaza.
“La scuola non può essere estranea a una manifestazione di questo genere, sia dal punto di vista dei docenti che dal punto di vista degli studenti. Gli educatori. Chi si occupa di educazione non può rimanere indifferente a quello che succede. Noi abbiamo uno striscione oggi dove è scritto chiaramente ‘Odio agli indifferenti’. L’indifferenza uccide, di indifferenza si muore. La scuola non può non vedere quello che succede. I bambini stanno morendo: 18.000 bambini mancano all’appello. La prossima generazione di palestinesi sarà mutilata, orfana. Noi, come docenti, come educatori, non possiamo restare indifferenti a tutto questo”, ha detto.