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Oggi in Parlamento a lezione di “Costituzione” con 200 studenti

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  • GUERINI

Alla “Lezione” di oggi ghli invitati speciali sono arrivati al termine di una selezione, curata dal Miur, su una serie di elaborati con al centro la Costituzione e la sua necessità di aggiornamento.
Nei discorsi dei due presidenti, oltre a riflessioni di tipo istituzionale e didattico, ci sono stati rilievi più legati all’attualità come sul lavoro, la cittadinanza, le riforme, ma anche l’eversione e il terrorismo.
Fini mentre illustrava la prima parte della Costituzione e ricordava i principi fondamentali ha richiamato l’attenzione sul “lavoro come carattere distintivo” della Repubblica. In particolare ha affermato che il “lavoro è un diritto inalienabile e che un cittadino a cui è negato il lavoro è privato della condizione di realizzare se stesso”.
La Costituzione tuttavia, ha aggiunto Fini, non parla di “lavoro fisso per tutta la vita”. Il principio resta sempre valido ma il lavoro oggi va “declinato in modo diverso da quando la Carta è stata scritta. Se la politica vuole recuperare la credibilità, ha commentato Fini, deve operare per risolvere anzitutto il problema del lavoro per i giovani, in sostanza deve comprendere cosa c’è nella società ed interpretare i desideri dei più giovani”.
Fini ha poi colto l’occasione per ribadire la necessità di prevedere la concessione della cittadinanza ai “nuovi italiani in particolare ai figli degli immigrati a chi è nato qui e a chi ci è arrivato piccolissimo”.
Analoghe riflessioni sono state fatte da Schifani che sugli immigrati ha detto tra l’altro che l’Italia “è  un paese alto e nobile e non intende respingere che sta male e soffre. Salvo regolamentare i loro diritti”.
Schifani ha parlato anche dell’attentato di Brindisi sottolineando la necessità di prudenza e riserbo. Ha detto infatti: “Mi auguro che si taccia su eventuali fughe di notizie che non aiutano gli investigatori e la magistratura per assicurare al più presto alla giustizia chi si è macchiato di quell’efferato crimine che ripugna alla coscienza di tutti”. Facendo poi riferimento alla scuola come obiettivo dell’attentato, Schifani ha affermato che “i giovani sono patrimonio del Paese e futura classe dirigente. Voi avete il diritto di crescere in scuola e in ambiente sereno che vi tuteli da barbari attentati”.