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Prima Ora - Notizie del 31 luglio

31.07.2026
Aggiornato alle 17:54

Ora alternativa alla religione cattolica, Snadir: “Docenti lasciati a gestire spazi senza strumenti adeguati. Serve obbligatorietà della scelta formativa”

L’ora alternativa all’insegnamento della religione cattolica è un tema sempre attuale a scuola. Sulla questione è intervenuta, durante la Tecnica risponde live, Maricilla Cappai della segreteria nazionale Snadir:

“Chi passa il tempo a condannare, a criticare l’insegnamento della religione cattolica, spesso non sa di cosa parla, perché veramente l’IRC non è un’ora di catechismo, non è un’ora del nulla, l’insegnamento della religione cattolica già dall’intesa dell’85, viene inserito nella scuola di ogni ordine e grado perché facente parte del patrimonio del popolo italiano e che va insegnata in contesto multiculturale e multireligioso”.

“Quindi è una disciplina che già oggi parla di multiculturalità, ma non solo da oggi, di dialogo interreligioso, è una disciplina altamente culturale e non va sostituita e tantomeno ridimensionata, ma è un valore che viene garantito dallo Stato. Qual è il problema vero? E qui sì che vien fuori la mancanza dello Stato. È l’assenza di una vera alternativa formativa. Noi oggi assistiamo ad un paradosso. Chi sceglie legittimamente di non avvalersi della religione cattolica che cosa fa? Viene spesso abbandonato ai tempi cosiddetti morti, allo studio individuale, quello non assistito, oppure a quella scelta vergognosa del nulla scuola. Cioè lo Stato che permette di insegnare, di educare al nulla, non esiste. Quindi tu fai fare la scelta tra lo studio individuale non assistito magari e anche e poi la scelta tra l’ingresso posticipato oppure l’uscita anticipata dalla scuola e quindi come dire ai nostri ragazzi “non ti preoccupare, se tu non fai religione puoi andare tranquillamente al bar che sta dietro scuola, puoi andare a spasso, puoi andare dove vuoi”, ma questa è una cosa veramente vergognosa. Questa non è laicità, questo è vuoto formativo ed è un’ingiustizia sia per gli studenti e sia per i docenti che insegnano la materia alternativa perché vengono lasciati troppo spesso a gestire spazi residuali senza strumenti adeguati“.

“Allora, che cosa serve veramente? Bisognerebbe andare a vedere che cosa fanno magari in altri paesi europei. Innanzitutto serve l’obbligatorietà della scelta formativa al lato dell’iscrizione, la scelta non deve essere tra fare lezione o andarsene o rimanere a casa e entrare più tardi. Non può accadere questo, ma deve essere fatta la scelta tra due percorsi di pari dignità. Da una parte l’insegnamento della religione, dall’altra parte una materia alternativa che sia strutturata dallo Stato, con proprie indicazioni nazionali, come hanno tutte le altre discipline, comprese l’insegnamento della religione. Incentrata sui diritti umani, l’etica pubblica e di cittadinanza anche, o fai l’una o fai l’altra”.

“Quindi, in questo modo si dà veramente l’obbligatorietà. Puoi scegliere tra religione o etica o un’altra disciplina, punto e basta. Non puoi continuare a far fare questo studio, lo studio assistito che è assistito da docenti, ma in realtà diciamo viene abbastanza criticato dagli stessi dagli stessi studenti. Poi lo studio individuale che non è assistito, però deve essere vigilato, lascia il tempo che trova. Noi Snadir siamo tutti insegnanti di religione e lottiamo per un’alternativa seria”.

“E questo non significa fare una guerra alla religione cattolica, anzi, significa dare valore alla scuola pubblica e fare in modo che ogni singola ora trascorsa a scuola, trascorsa in aula, diventi una reale dignità educativa per tutti”.

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