L’ordinanza ministeriale sulle dotazioni organiche per l’anno scolastico 2026/2027(che sarà pubblicata nelle prossime ore come riporta Italia Oggi) fotografa un sistema scolastico sotto pressione demografica. I posti comuni restano invariati a 614.572 unità, ma le aule italiane perdono oltre 110mila alunni rispetto all’anno precedente.
Il divario tra posti stabili e studenti in calo si nota soprattutto sull’organico dell’autonomia: i posti di potenziamento scendono a 48.795, con una contrazione netta di 1.407 unità. Il sostegno cresce di soli 134 posti, arrivando a 128.170, dato considerato largamente insufficiente dagli addetti ai lavori. Nella scuola primaria, resta il nodo dell’educazione motoria alle classi quarte e quinte: il contingente è stimato in 4.201 posti, ma vige il divieto assoluto di istituire cattedre orario esterne. Alla scuola dell’infanzia il modello rimane ancorato alle 40 ore, con il potenziamento vincolato ai tetti dell’anno precedente.
Uno dei casi più emblematici riguarda le sezioni Montessori nella secondaria di primo grado. Il sistema informatico del ministero non possiede un codice per riconoscere la relativa cattedra: senza quella stringa, gli Uffici territoriali non possono generare i posti né assegnare docenti in pianta stabile. Gli insegnanti che lavorano in queste classi restano formalmente titolari sulla propria classe di concorso tradizionale e vengono assegnati alle sezioni Montessori tramite incastri d’orario o assegnazioni provvisorie. Il risultato pratico è che nessun nuovo istituto comprensivo potrà aprire una sezione Montessori alle medie: sopravvivranno solo le scuole che avevano già avviato classi sperimentali negli anni scorsi.
La scuola secondaria di secondo grado affronta il riassetto più complesso, con un tetto massimo di 125.475 classi a livello nazionale. Per gestire l’impatto dei nuovi istituti tecnici introdotti dal decreto ministeriale 29/2026, si ricorre alla quota di flessibilità: le cattedre delle prime classi potranno essere costituite scendendo fino a 15 ore frontali. Restano però le perplessità degli esperti sulla frammentazione didattica, come l’ipotesi di assegnare le scienze sperimentali a più docenti. Tra le altre anomalie segnalate: il calo di circa 185 posti nella classe di concorso per l’italiano agli stranieri e la gestione ancora manuale dell’organico nei licei musicali, per la mancata integrazione a sistema del registro digitale Sidi.