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16.04.2026

Organici docenti 2026/2027: calano i posti di potenziamento, lieve aumento per il sostegno. Numeri influenzati dal calo demografico

Si è aperto il confronto tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le Organizzazioni sindacali sulla definizione delle dotazioni organiche del personale docente per l’anno scolastico 2026/2027. L’Amministrazione, il 15 aprile, ha presentato una bozza di nota che delinea un quadro complesso, influenzato dal persistente calo demografico e dalle nuove esigenze didattiche.

Ne ha dato notizia la UIL Scuola.

I numeri

Il dato più significativo che emerge dal prospetto ministeriale riguarda la riduzione di 1.407 posti di potenziamento dell’offerta formativa. In controtendenza, si registra invece un incremento di 134 posti destinati al sostegno, un segnale di attenzione verso l’inclusione che deve però fare i conti con una diminuzione generale dell’organico dovuta alla riduzione della popolazione scolastica.

Flessibilità oraria nelle scuole secondarie

Particolare attenzione è stata rivolta al riassetto della scuola secondaria di secondo grado, anche a seguito dei nuovi ordinamenti per gli istituti tecnici. Per garantire la stabilità delle cattedre, la bozza prevede una gestione flessibile degli orari:

  • In caso di impossibilità a formare cattedre da 18 ore, queste potranno essere costituite eccezionalmente con un minimo di 15 ore settimanali. Le ore mancanti saranno impiegate per il potenziamento degli insegnamenti obbligatori o per progetti del PTOF.
  • Al fine di salvaguardare la titolarità dei docenti soprannumerari e garantire la continuità didattica, le cattedre potranno spingersi, in via derogabile e motivata, fino a 20 ore settimanali.

Scuola primaria

Per quanto riguarda la scuola primaria, viene confermata l’attivazione dell’educazione motoria nelle classi quarte e quinte. Tuttavia, questa avverrà tramite un meccanismo di aggregazione oraria che non comporterà un incremento reale di organico.

Posti di potenziamento

I posti di potenziamento, seppur ridotti numericamente, continueranno a confluire nell’organico dell’autonomia e potranno essere utilizzati per coprire insegnamenti curricolari o completare spezzoni orari.

Il ruolo dei territori e i vincoli di bilancio

La gestione operativa degli organici sarà ampiamente demandata agli Uffici Scolastici Regionali. Spetterà a loro operare le rimodulazioni necessarie in base alle esigenze specifiche dei territori, pur dovendo rispettare rigorosamente i contingenti assegnati e i vincoli di bilancio.

La bozza prevede inoltre la possibilità di attivare classi in deroga ai parametri ordinari esclusivamente in contesti di fragilità, aree disagiate o in presenza di minoranze linguistiche, a condizione che ciò non comporti nuovi oneri per lo Stato.

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