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Organici e precariato: fra Sindacati e Governo è già scontro

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Poco meno di 24 ore fa, segnalando ai nostri lettori i problemi connessi con l’assorbimento del precariato, avevamo scritto: “Se non ci saranno segnali di autentica discontinuità con il passato il disaccordo [fra Ministro e Sindacati] potrebbe trasformarsi rapidamente in scontro”.
La previsione si è già avverata nella giornata di oggi, 23 giugno, quando, alle dichiarazioni (per la verità un “impolitiche” di Padoa Schioppa) hanno subito replicato Cgil-Flc e CislScuola e , qualche ora dopo, anche UilScuola.
In un servizio pubblicato oggi su un importante quotidiano nazionale il Ministro dell’Economia ha parlato di “classi di 12 alunni con 3 insegnanti” e la reazione di Panini e Scrima non si è fatta attendere.
“L’affermazione del Ministro – sostiene Enrico Panini, segretario nazionale di Cgil-Flc – non solo è destituita di ogni fondamento ma rappresenta una offesa pesante e gratuita per insegnanti che classi di dodici bambini non le vedono neanche con il binocolo”.
“Il Ministro – prosegue Panini – eviti esempi infondati che suonano come una inaccettabile provocazione, sappia che non siamo disponibili a subire tagli e che ci aspettiamo dalla coalizione che ha vinto le elezioni la realizzazione degli impegni programmatici sottoscritti per la scuola a partire proprio dall’incremento degli investimenti”.
Secondo Francesco Scrima, leader di CislScuola, si tratta di “argomentazioni sciatte e disinformate”.
“Tale affermazione – aggiunge ancora Scrima – manifesta una totale ignoranza dei problemi che riguardano la scuola reale. Padoa Schioppa chieda scusa agli insegnanti italiani e rivolga altrove i suoi severi e doverosi intenti di risparmio”.
Anche Di Menna (UilScuola) reagisce:
“Tanti insegnanti sono costretti a lavorare con grande fatica con classi sovraffollate di 28, 29, 30, 32 alunni. Le classi sovraffollate sono un’emergenza del nostro sistema. Per valutare il numero degli insegnanti occorre ricordare la specificità italiana degli insegnanti di sostegno e l’assetto ordinamentale delle varie discipline”.
E, per dare maggior credibilità alle proprie tesi, DiMenna correda il comunicato con dati e tabelle che mettono in evidenza non solo i bassi stipendi dei docenti italiani rispetto a quelli dei loro colleghi europei ma anche la distanza nella spesa complessiva (nei Paesi dell’OCSE la spesa media è pari al 6,1% del PIL, in Italia si arriva a mala pena al 4,8).
Certo è che nelle loro conclusioni i  comunicati sindacali non lasciano adito a dubbi; Panini usa una perifrasi che suona però chiarissima: “Sappia il Ministro che se con le scelte che verranno assunte dal Governo non si cambia registro noi sappiamo già che cosa fare”.
Altrettanto chiaro è Francesco Scrima: “Se si vorranno perseguire politiche devastanti, come quella annunciata, saremo pronti a contrastarla con la mobilitazione della categoria”.
Più cauta la posizione di UilScuola che però sottolinea che “se la medicina deve essere amara, questa medicina deve essere data a chi si è arricchito e non a chi si è impoverito, a chi vive del proprio stipendio”.
Insomma la “luna di miele” fra Ministro e Sindacati sta già per finire.