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Organici: sindacati insoddisfatti, Regioni perplesse

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Per incrementare gli organici del personale docente e Ata per il 2020/21 c’è a disposizione poco meno di un miliardo di euro (977,6 milioni per la precisione): lo ha confermato nella giornata odierna il Ministero nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali
“Le risorse del fondo che consente di incrementare gli organici – spiega il Ministero – saranno assegnate agli Uffici Scolastici Regionali che potranno attivare, per l’anno scolastico 2020/2021 ulteriori incarichi temporanei di insegnanti e ATA. Priorità sarà data alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo, con particolare riferimento alla scuola primaria”.

L’annuncio è anche una risposta indiretta alle proteste delle Regioni che proprio nelle ultime ore avevano nuovamente scritto alla Ministra accusandola di non ascoltare le realtà territoriali.


“Reputo inaccettabile l’atteggiamento del ministro Azzolina – accusa l’assessore all’istruzione della Regione Piemonte Chiorino – che, con i suoi silenzi e il suo atteggiamento mostra poco rispetto per le Regioni, impegnate in un enorme sforzo per garantire la ripartenza della scuola, dopo la chiusura imposta dal coronavirus”.

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Per parte sua Flc-Cgil insieme con FP e Filcams Cgil ha già programmato per venerdì 31 luglio un flashmob davanti alla sede Ministero dell’Istruzione con una richiesta molto precisa: “dare a bambini, alunni, insegnanti e tutto il personale diretto e in appalto delle scuole e dei servizi educativi all’infanzia la possibilità di rientrare a scuola, a settembre, investendo sulla sicurezza, sulla qualità degli spazi, per la consumazione del pasto, per la pulizia e sanificazione, per un tempo scuola lungo”.

“È fondamentale – sottolineano le diverse categorie della Cgil – che la scuola (statale, paritaria, privata) e i servizi educativi ripartano in presenza; per farlo bisogna individuare misure che garantiscano la sicurezza e la salute degli studenti e del personale e la continuità e salvaguardia dell’occupazione e del lavoro. Occorre che il servizio di mensa scolastica riprenda contestualmente alla didattica, garantendo così anche i livelli occupazionali, dato il ruolo riconosciuto al momento del pasto quale parte integrante dell’offerta formativa”.

Sull’incontro odierno fra Ministero e sindacati, UilScuola è molto critica: “Per il momento nessuna decisione è ancora presa. Certo è che ci vorrebbe una visione ampia, bisognerebbe utilizzare queste somme per definire la scuola dei prossimi anni.  Per ora l’orientamento sembra quello di assegnare subito il 50% delle risorse a tutti, sulla base del numero degli alunni e, successivamente, il restante 50% sulla base delle richieste motivate degli Uffici scolastici regionali”.
“Ma così –
sottolinea il sindacato di Pino Turi – si andrebbe a garantire solo un organico di emergenza, legato alla condizione pandemica e non ci sarebbe nessun cambio di passo rispetto agli anni precedenti”.

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