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Aggiornato il 20.10.2025
alle 11:55

Orientamento universitario, come fare le scelte giuste? Rosario Faraci a “Logos. Storie e parole del mondo della scuola”

“Ai ragazzi delle scuole, quando li incontro per confrontarci sul percorso accademico da intraprendere, non chiedo ‘Cosa vuoi fare da grande?’, ma ‘Cosa vuoi fare di grande’. Sembra poco, ma c’è una grande differenza”. Rosario Faraci, docente universitario, economista, giornalista, riassume così il suo impegno per l’orientamento, portato avanti ormai da diversi anni negli istituti superiori dell’hinterland etneo. Il docente è l’ospite della nuova puntata di “Logos. Storie e parole del mondo della scuola”, la prima dopo l’inizio dell’anno scolastico 2025/26, che affronta proprio il tema – delicato e affascinante al contempo – delle scelte universitarie per gli studenti delle ultime classi.

“Superare il muro dei condizionamenti”

Scelte capaci di influenzare fortemente il percorso di vita dei ragazzi, ha sottolineato Faraci. “Dobbiamo aiutarli a navigare tra le opportunità e le offerte formative che ci sono. Se si dà precedenza alle passioni, ai desiderata, alle ambizioni che coltivano, l’università può diventare davvero un fondamentale momento di passaggio“. Certo, ammette il docente, c’è da superare il muro dei condizionamenti, che possono assumere varie forme. “Spesso la scelta del percorso accademico è legata l’influenza del gruppo, all’influsso della famiglia (che però spesso è radicata in vecchi modelli), senza trasciurare i social. Quando entriamo a discutere con i giovani, cerchiamo di rimuovere questi condizionamenti e di tirare fuori le loro vocazioni, che siano scientifiche, umanistiche o tecniche”.

“Recuperare la figura del mentore”

Anche le scuole hanno le loro responsabilità, prosegue il docente. “Ci sono ottime piattaforme di partenza, che orientano a scelte consapevoli. Quello che occorre recuperare è la figura dell’accompagnatore, del mentore, qualcuno che si sieda con il ragazzo e lo aiuti a trovare la sua strada”. Qualche esempio? “Io posso anche fare un test e risultare predisposto a ingegneria, ma magari poi ho un carattere dinamico che non si accorda con una professione che giocoforza comporta molto lavoro ‘a tavolino’. Il mentore serve proprio a evitare equivoci di questo tipo”. E l’università è pronta ad accogliere i ragazzi? “Certamente siamo pronti, con tante attività soprattutto in fase di incoming, di ingresso. Il processo è molto delicato, ma stiamo mettendo in campo le energie per accoglierli al meglio”.

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