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Panini (Cgil-Flc): manifestazione nazionale contro la Finanziaria

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“Insoddisfacente su troppi punti”: è questo il giudizio che Enrico Panini, segretario nazionale di Cgil-Flc, esprime sul testo del maxiemendamento alla legge finanziaria approvato definitivamente alla Camera nella mattinata di domenica.
Non è difficile, a questo punto, mettere insieme le diverse tessere del mosaico e fare qualche previsione su cosa potrà accadere al Senato.
Nel corso del dibattito svoltosi in aula, il segretario di Rifondazione Franco Giordano ha rivendicato con forza la necessità di riaprire al Senato la questione del precariato annullando la previsione di far cessare con il 2009/2010 gli effetti delle graduatorie permanenti ai fini delle immissioni in ruolo.
Toni analoghi ha usato nelle ultime ore Pietro Folena, anch’egli di Rifondazione, presidente della Commissione Istruzione della Camera.
Naturalmente Panini non si nasconde le difficoltà e le insidie del passaggio al Senato, ma insiste nel chiedere la ripresentazione degli emendamenti che il Governo non ha preso in considerazione.
Ma sul problema del precariato la battaglia al Senato si presenta difficilissima anche perché i Comuni stanno iniziando a “mugugnare” sulla previsione contenuta nel comma 250 del maxi-emendamento di stabilizzazione del personale precario attualmente in servizio: la trasformazione dei contratti a progetto in assunzioni a tempo indeterminato dovrebbe infatti realizzarsi facendo ricorso esclusivamente a risorse proprie degli Enti Locali.
Il rischio è che si formi un movimento di pressione dei Comuni per far cancellare questa ipotesi dal testo definitivo della legge.
Verrebbe così a cadere la motivazione addotta da una parte della maggioranza che sostiene che i precari della scuola non possono essere trattati peggio dei precari degli Enti Locali.
Intanto Panini accoglie la protesta che sta montando dal popolo dei precari e parla di una manifestazione nazionale da organizzare proprio in concomitanza al momento in cui al Senato si discuterà la questione.
Anche Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda, interviene sulla questione, chiede che al Senato si torni a discutere sulla questione e annuncia azioni di protesta.
Il problema vero è che, a causa della delicatissima situazione politica (al Senato la maggioranza è davvero risicatissima), quasi certamente nella “Camera Alta” non ci sarà nessun dibattito e tutto si ridurrà a rapide ed essenziali dichiarazioni di voto.
La sensazione è che sul problema del precariato della scuola il Governo potrebbe tornare sui propri passi solo in caso di una forte e massiccia mobilitazione generale dell’intero comparto.
Ma ormai i tempi stringono e pare proprio che i sindacati si considerino piuttosto appagati del risultato raggiunto sulla questione dei contratti pubblici.