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Pantaleo (Flc): “Questo accordo è una vera truffa”

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La firma dell’accordo per le 67mila assunzioni potrebbe allargare ulteriormente il solco che separa ormai la Cgil dagli altri sindacati.
Basta leggere cosa scrive il segretario nazionale della Flc Mimmo Pantaleo in un articolo pubblicato dal quotidiano “Liberazione” nella edizione del 6 agosto.
L’intesa sottoscritta dall’Aran e da Cisl,Uil, Snals e FGU viene definita senza mezzi termini “accordo truffa”.
In sede di confronto presso la sede dell’Aran la Flc aveva proposto – secondo quanto scrive Pantaleo – di utilizzare i risparmi del fondo d’istituto per evitare il blocco stipendiale dei neo-assunti.
E su questo punto la denuncia di Pantaleo è pesantissima e non potrà non avere conseguenze: “All’Aran – scrive il segretario – non ci hanno consentito nemmeno di esporre i nostri conti che dimostravano la percorribilità di quella strada. In realtà si è svolta una trattativa truccata, il cui esito era già stato concordato tra le organizzazioni “responsabili” e alcuni ministri”.
“A loro – aggiunge ancora Pantaleo – interessava solo modificare il contratto e, allo stesso tempo, scaricare esclusivamente sui precari i costi delle immissioni in ruolo attraverso la rinuncia al primo gradone nella ricostruzione delle camere che determina pesanti conseguenze sul salario ed indirettamente sul tfr e sulle pensioni”.
Insomma, l’accusa del segretario nazionale della Flc è fin troppo chiara: l’accordo sarebbe una vera e propria truffa orchestrata da “alcuni ministri” (presumibilmente Tremonti, Brunetta e Sacconi) con il benestare (se non addirittura con la complicità) dei sindacati firmatari.
Ce n’è davvero più che a sufficienza per cancellare definitivamente ogni residua e lontana possibilità di dialogo fra i sindacati confederali.
E sarà in questo clima che si aprirà il prossimo anno scolastico, durante il quale ci sarà l’importante scadenza del rinnovo delle RSU nelle scuole. 
Per intanto Pantaleo annuncia che per il 22 ottobre è prevista una manifestazione nazionale di tutto il pubblico impiego; ma, per ora, non è chiaro se ci sarà anche uno sciopero.