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06.08.2025

Paolo Crepet: “I genitori fanno a gara con i figli a chi è più adolescente, smettiamola. Trap? Non è musica, è rumore”

Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet non le manda a dire, come al solito: in un’intervista rilasciata a Il Gazzettino ha parlato ancora una volta di educazione dei giovani, rivolgendo attacchi ai genitori.

Intanto Crepet ha discusso in merito ai frequenti episodi di violenza tra giovani: “I trapper non parlano certo di amore e speranza nelle loro canzoni. Propongono un modello di vita fondato su soldi, auto di lusso, orologi costosi. E chi non può permettersi queste cose si sente frustrato. E la frustrazione porta alla violenza. Non è musica: è rumore. E fa danni”.

“Alcuni mestieri spariranno con l’AI”

“Abbiamo voluto cambiare l’età evolutiva. A 14 anni i ragazzi possono fare tutto. Qualcuno dice: è una conquista. Può darsi, ma ci è sfuggita di mano. Perché allora non abbassare la maggiore età a 16 anni? Riconosciamo almeno le conseguenze. Se uno può tornare a casa alle 4 di mattina, allora dovrebbe anche poter firmare un contratto. Invece no. Non siamo coerenti”, ha aggiunto.

Crepet si è rivelato abbastanza pessimista sul futuro: “Il futuro immediato sarà tragico, anzi: di più. Perché l’intelligenza artificiale si sta mangiando tutto. Un ragazzo vuole fare lo scrittore? Il musicista? Non potrà farlo perché sono mestieri che spariranno con l’AI. Nascerà frustrazione, e la frustrazione diventa rabbia. Dobbiamo smetterla di fare semplificazioni. Smettiamola con mamme e papà che fanno a gara con i figli a chi è più adolescente. Giochiamo, piuttosto, a chi sa fare l’adulto”, ha concluso.

Scena muta Maturità, Crepet: “Ma perché ce l’abbiamo col merito? Ultimo, ad esempio, avrà merito no?”

Parlando di musica, Crepet di recente ha parlato di “merito” citando proprio alcuni cantanti: “Siamo sicuri che il problema sia il voto? Perché una fidanzata o un fidanzato non ti dà un voto? Secondo me sì. Lo sport è cosparso di voti, perché se perdi 5 a 0 la finale di Champions non è un un capolavoro, però accade. Questa cosa di svincolarsi dal merito mi sembra veramente il segno della caduta dell’Impero romano. Ma perché ce l’abbiamo col merito? Ma che male c’è a dire che Bob Dylan è pazzesco? Cosa vogliamo dire, che ha avuto fortuna? Che è 60 anni che ha fortuna? Forse è bravo, no?”, queste le sue parole a commento degli episodi di scena muta alla maturità 2025.

Lo psichiatra ha poi fatto l’esempio di Ultimo, che in tre ore ha venduto 250mila biglietti per il suo prossimo concerto a Roma. “Avrà merito, no?“, ha replicato Crepet: “Viene dalle periferie, e la musica viene dalle periferie. I cantanti sono quelli che si mettevano nelle stazioni della metropolitana, compresi i Maneskin. Perché provi, cominci a provare da un locale piccolo e magari anche male frequentato. E poi, se hai merito, se hai talento, e soprattutto se hai il talento del talento, che è la capacità di tenere le tue qualità e di migliorarle, puoi riuscirci”.

Questo esito, ovviamente, “non è scontato per nessuno”, ha aggiunto Crepet. Non solo, una volta raggiunto il successo, si deve “confermare quell’andamento mutando le proprie capacità senza cancellarle”. Insomma, “è un lavoro nel lavoro”.

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