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Parlamentare M5S vuole restituire dignità all’istruzione e alla cultura

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  • Credion

 Docenti inidonei
 TFA speciale ( contraria al test per spalmare i docenti nel triennio lavorativo, perché è del tutto insensato legare il momento dell’entrata in servizio al punteggio conseguito in un test – se di merito si può parlare viste le recenti prove di TFA e concorsone sarebbe più sensato ed economico utilizzare un criterio anagrafico di anzianità)
 diplomati magistrali ( non possono essere privati retroattivamente del valore abilitante del loro titolo).
La Chimienti nelle sue dichiarazione di intenti per il parlamento dice: “a tutti i livelli, dal più basso al più alto, l’istruzione ha subito un processo depauperizzante che ha avuto conseguenze non trascurabili. Solo qualche esempio. Gli scarsi investimenti nella ricerca e nelle Università fanno sì che i ricercatori, formatisi in Italia dopo un lungo e dispendioso percorso di studi, cerchino lavoro all’estero, causando importantissime perdite di risorse che vengono sfruttate altrove.
Le Università e le scuole pubbliche, costantemente prive di fondi, vedono svanire la possibilità di avere strutture dignitose e servizi per gli studenti, perdendo competitività con i poli universitari degli altri paesi. Altri problemi che affliggono il nostro sistema di istruzione sono: il baronato che soffoca la meritocrazia, i concorsi pubblici truffa, le università non abilitanti alle professioni, la mancanza di numeri chiusi che illude gli studenti sulle reali prospettive lavorative, il precariato necessariamente connesso con un sistema che ti abbandona il giorno stesso in cui discuti la tesi di laurea, senza prevedere aiuti economici ai fini dell’inserimento nel mondo del lavoro.
La cultura, così poco redditizia agli occhi di qualcuno, è l’unica vera arma che l’Italia avrebbe per essere competitiva a livello mondiale. Quindi è necessario che la scuola e l’Università italiane risorgano dalle ceneri e che venga restituita dignità all’istruzione e alla cultura“
Si potrebbe aggiungere che per attuare tutti questi buoni e meritevoli intenti ci vorrebbe un governo, ovvero un esecutivo stabile e allo stesso tempo autorevole.