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Partita la corsa a sindaco di Roma, stavolta la scuola tiene “banco”

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La corsa alla poltrona di sindaco di Roma è iniziata da pochi giorni. Alcuni candidati stanno cominciano a fare capolino. E a fare le prime uscite pubbliche. Con una novità sostanziale: in diverse occasioni si parla di scuola e dei suoi tanti problemi da risolvere.
“Sulla scuola poche chiacchiere e tre impegni concreti: anzitutto un piano di messa in sicurezza degli edifici più a rischio”, ha dichiarato il 25 marzo Paolo Gentiloni, candidato alle primarie del centrosinistra, durante un incontro alla Scuola comunale Fausto Cecconi di Centocelle, quartiere popolare capitolino. Gentiloni ha spiegato che “per la prima volta sarà possibile farlo tenendo conto di tutti gli edifici scolastici di Roma, dai nidi e le materne alle scuole superiori”.
In effetti, il nuovo sindaco di Roma, infatti, diventando il primo sindaco della città metropolitana, assumerà le deleghe che furono del presidente della provincia. Questo permetterà a lui, e alla sua squadra di governo, di occuparsi dell`intero ciclo scolastico delle ragazze e dei ragazzi romani, dal nido al diploma.
“Il secondo impegno per la formazione dei nostri giovani – ha sottolineato Gentiloni – è il potenziamento di tutti gli strumenti di innovazione, dalla dotazione informatica di ogni scuola alla multimedialità didattica, che concorrono a definire un nuovo approccio alla didattica e alla formazione, per essere oggi studenti nel mondo e domani cittadini del mondo”.
“Infine, abbiamo bisogno di rafforzare il nostro impegno per tutti i bambini e i ragazzi che hanno bisogno di maggiore attenzione, da chi versa in una condizione di svantaggio sociale e culturale, a chi soffre di disturbi dell`apprendimento. Come pure tutti i figli di immigrati che, a causa della mancata conoscenza della lingua italiana, accumulano ritardi. Spesso sono studenti potenzialmente brillanti: non aiutare l`espressione compiuta di questo potenziale – ha concluso Gentiloni – danneggia loro e la città intera”.
Insomma, a differenza di quanto accaduto a livello nazionale, con i temi della scuola solo citati, mai approfonditi, né inseriti in cima all’agenda dei provvedimenti da adottare in caso di vittoria delle elezioni politiche, a livello locale il discorso stavolta sembra essere diverso. Staremo a vedere se anche per gli altri candidati, sia appartenenti al Pd sia agli altri schieramenti, i temi della sicurezza, dell’informatizzazione delle strutture scolastiche e dell’accesso dei bambini non italiani sui banchi saranno altrettanto posti in evidenza.