Pcto (ex alternanza scuola-lavoro): per migliorarli bisogna pagare adeguatamente i docenti coinvolti

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La nuova intervista del vice direttore Reginaldo Palermo raccoglie i pareri di Paolo Fasce, dirigente scolastico dell’Istituto Nautico Genova-Camogli, Vincenzo Caico, dirigente del liceo di Monfalcone, Emanuele Contu, dirigente dell’Istituto professionale Rho (Milano) sul Pcto, il Percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento, una formula un tempo definita di alternanza scuola lavoro.

Tre dirigenti scolastici per rispondere ad alcune domane cruciali: quanto sono davvero utili queste attività? Sarebbe giusto lasciare alle scuole la decisione sul numero di ore da svolgere? È vero che le aziende “sfruttano” il lavoro degli studenti?

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Su una questione i tre dirigenti sono d’accordo: bisogna remunerare meglio i docenti referenti delle diverse attività. Le loro esatte dichiarazioni nel video del vice direttore Palermo.

La proposta di Flc Cgil

Un tema, quello del Pcto, all’indomani della tragedia dello studente friulano rimasto ucciso in un incidente in azienda al suo ultimo giorno di stage, che ha richiamato l’attenzione nazionale, e sul quale si sono espresse tutte le sigle sindacali.

Tra le proposte pervenute in questi giorni al Ministero dell’Istruzione, ad esempio, il sindacato Flc Cgil, ha chiesto di rivalutare l’obbligatorietà dei PCTO: Rispetto al tema dell’alternanza scuola lavoro e alla definizione dei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO), la FLC CGIL ha sempre ribadito la necessità non di obblighi imposti per norma, ma di una impostazione educativa e didattica per ogni attività rivolta ai soggetti in formazione. Rappresenteremo le nostre argomentazioni al fine di discutere del rapporto tra scuola e lavoro e di una improcrastinabile riforma dei percorsi di alternanza ora diventati PCTO.

Rispetto a questa proposta va tuttavia precisato che il Pcto è normato da una legge. La definizione dei percorsi per il conseguimento di competenze trasversali e per lo sviluppo della capacità di orientarsi nella vita personale e nella realtà sociale e culturale è stata definita dalle linee-guida formulate dal MIUR ai sensi dell’articolo 1, comma 785, legge 30 dicembre 2018, n. 145, che modificava in parte l’alternanza scuola-lavoro, così come definita dalla legge 107/2015.

Il ministero dell’Istruzione chiarisce che La normativa attualmente in vigore stabilisce in 210 ore la durata minima triennale dei PCTO negli istituti professionali, 150 nei tecnici e 90 nei licei, ma non abolisce la loro obbligatorietàné il loro essere condizione per l’ammissione agli esami di Stato, così come stabilito dal Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62. I percorsi vengono invece inquadrati nel contesto più ampio dell’intera progettazione didattica, chiarendo che non possono essere considerati come un’esperienza occasionale di applicazione in contesti esterni dei saperi scolastici, ma costituiscono un aspetto fondamentale del piano di studio.

Dunque, tutt’al più in questa fase, se non si dovesse intervenire a livello normativo, si potrebbe agire attraverso l’ordinanza ministeriale sugli Esami di Stato per ridurre il peso del Pcto ai fini del punteggio di uscita dell’alunno.