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Pensioni, mille ‘Quota 96’ escono dal tunnel: entro il 2 marzo potranno presentare domanda

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A circa mille insegnanti ‘Quota 96’ “dall’Inps arriverà nei prossimi giorni la comunicazione del diritto a pensione”: chi è interessato potrà “presentare domanda di cessazione” dal servizio “entro il due marzo”. La comunicazione ufficiale da parte del Governo è arrivata l’11 febbraio dalle parole del ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, rispondendo ad question time.

Sulla questione ‘Quota 96’ per diverse ragioni non si sono verificate le condizioni per un intervento unico”, ha spiegato il responsabile della PA. “Circa 4mila docenti, dati Inps confermati dal Miur, a cui possiamo sottrarre circa mille insegnati che verranno tutelati dalla sesta salvaguardia”, ha aggiunto Madia.

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La sesta salvaguardia ha infatti già ottenuto il via libera del Parlamento: rimarrebbero però “circa tre mila insegnanti, che a seguito della riforma Fornero e per effetto dei tempi di pensionamento dettati dall’articolazione dell’anno scolastico hanno subito un aumento della loro permanenza al lavoro”.

Madia ha fatto intendere che nell’approvare la riforma Fornero, i ‘Quota 96’ della scuola sono stati effettivamente danneggiati da una svista: la norma non distingue, infatti, tra anno solare e scolastico, penalizzando chi va in pensione in estate. Madia ha ammesso come “per diverse ragioni, anche rispetto a delle scelte complessive del Governo” non si sono create le condizioni per una soluzione definitiva.

In un primo momento, quest’estate, si era tentato di ‘ripescarli’, in altri termini di prepensionarli, attraverso il dl Madia, ma poi non se ne fece più nulla (la Ragioneria rilevò problemi di copertura). Tuttavia si erano date subito rassicurazioni e si era parlato di riprendere la questione nel provvedimento dedicato alla scuola. Ora, dopo le dichiarazioni di Madia, non sembrano esserci spazi. Ovviamente non si tratta di esodati classici, ma le tutele toccano diverse tipi di soggetti, tra cui, e sarebbero queste le vie per cui sono rientrati, anche i beneficiari della legge 104, per l’assistenza dei disabili, e dei congedi relativi sempre a gravi problemi di salute.

Differenti motivazioni, “anche rispetto a delle scelte complessive del Governo”, avrebbero portato a questa decisione: ora, sottolinea Madia, “la politica del Governo è prima di tutto incentrata sull’obiettivo di concentrare le risorse per favorire il lavoro di chi un lavoro non ce l’ha, in particolare dei giovani e di chi rischia di essere escluso dal mercato del lavoro”.

 

 

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Per il ministro “importanti sono, ad esempio, gli sgravi contributivi per le nuove assunzioni approvati con la Legge di Stabilità e che già stanno dando risultati incoraggianti. In questo quadro di priorità ci impegniamo – aggiunge – con un imminente provvedimento legislativo del Governo a fare uscire da precarietà tanti insegnati con contratti a termine”.

I sindacati restano però scettici, il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, ha ribadito come lo Stato “sia il peggior datore di lavoro”, mentre per la segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica, “il problema dei Quota 96 resta, non è risolto, e non c’è nessuna salvaguardia specifica”.

 

 

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