Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, con nota del 25 settembre, ha trasmesso il decreto ministeriale e la tabella dei requisiti per le cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2026.
Le domande per il personale docente, educativo e ATA possono essere presentate dal 26 settembre al 21 ottobre, mentre per i Dirigenti scolastici resta ferma la scadenza del 28 febbraio.
Ma chi potrà fare domanda? Che novità ci sono riguardo il trattenimento in servizio dopo i 67 anni e l’abolizione del limite ordinamentale a 65 anni? Tutti aspetti che abbiamo chiarito nel corso della diretta della Tecnica risponde live di giovedì 2 ottobre, alle ore 16,00. Ospite Manuela Calza del Centro Nazionale Flc Cgil.
A questa domanda l’esperta ha risposto: “Il limite ordinamentale a 65 anni consentiva di avere una pensione d’ufficio al compimento dei 65 anni, purché si fosse raggiunto il massimo contributivo (41-42 anni e 10 mesi). Un pensionamento d’ufficio presenta il vantaggio di avere tempi molto più ridotti per la liquidazione del TFS/TFR rispetto a un’istanza volontaria. L’abolizione spinge sempre più le persone verso il pensionamento di vecchiaia (67 anni), un limite che è destinato ad aumentare. L’anno scorso, questa novità ha creato confusione, portando molte persone convinte di poter fruire del pensionamento d’ufficio a non presentare l’istanza volontaria entro ottobre, trovandosi poi in difficoltà. Questi vincoli progressivamente aumentano l’età della pensione. È necessaria una vera riforma del sistema pensionistico che consenta un’uscita flessibile, riconoscendo le professioni complesse nel mondo della scuola, il rischio di burnout, e i carichi di lavoro di cura extra-professionali che spesso gravano sulle donne, che sono la maggior parte degli addetti. Si ricorda che anche l’Ape Sociale riguarda in modo molto parziale il settore scuola, essendo riconosciuta solo ai lavoratori gravosi (insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria) che abbiano 63 anni d’età e 36 anni di contributi, circoscrivendo la platea, nonostante il rischio di burnout sia esteso”.