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Personale Ata: il passaggio della “discordia”

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Secondo l’Anci il Ministero sta agendo in aperto contrasto con quanto previsto nel decreto 184/99 che aveva costituito una commissione mista cui dovevano partecipare anche rappresentanti di Anci e Upi (Unione province italiane) per monitorare le modalità di trasferimento del personale Ata.
Per chiarire la situazione, il 17 febbraio scorso si è svolto nella sede dell’Anci un incontro con i rappresentanti del Ministero retto da Luigi Berlinguer.
L’incontro non è servito a distendere gli animi: secondo il Ministero la tardiva trasmissione di dati relativi al personale ATA da parte degli Enti Locali avrebbe  arrecato in molte realtà gravi danni al funzionamento del servizio scolastico; l’Anci per parte sua controbatte: "E’ tutto falso, è vero al contrario che gli Enti Locali hanno adempiuto ai disposti del decreto, pur nella totale incertezza della norma e forniscono, ancora oggi, un servizio che compete allo Stato".
C’è poi il problema della spesa che potrebbe comportare il passaggio del personale dai Comuni (e dalle Province) allo Stato; in realtà secondo stime attendibili sembra che complessivamente l’aumento di spesa non sarà inferiore al 30-40%.
D’altronde il fatto non deve stupire: basti pensare al fatto che – finora – il personale dipendente dai Comuni durante i periodi di chiusura delle scuole veniva utilizzato in altri servizi (per esempio in molte realtà i bidelli di scuola materna ed elementare venivano utilizzati nel periodo estivo per servizi integrativi o di assistenza scolastica come i centri estivi); d’ora innanzi per garantire taluni servizi sarà invece necessario ricorrere ad altro personale, con le conseguenze del caso.
L’Anci – in proposito – è molto polemica e dichiara: "Quanto al temuto aggravio per il pubblico erario, è certo che Comuni e Province non potranno che attenersi alla più scrupolosa osservanza del decreto del Ministero dell’Interno, in cui sono dettagliate le voci di spesa, che debbono essere certificate per l’anno 1999, corrispondendo in pieno a quanto stabilito di concerto".
Altro elemento di frizione riguarda l’utilizzazione del personale LSU (Lavori socialmente utili): il MPI ha chiesto un intervento di vigilanza da parte del Ministero del Lavoro, ma i Comuni ricordano che "Ministero della P.I., Anci, Upi e Gepi hanno siglato fin dal 1995, un protocollo d’intesa, per la utilizzazione nelle scuole di detti lavoratori".
L’incontro del 17 febbraio non è servito molto ad avvicinare le parti stando al tono per nulla conciliante con cui si conclude il comunicato dell’Anci: "E’ evidente che sono inaccettabili circolari che mettono in dubbio la legittimità delle iniziative degli Enti Locali e che il persistere di tali convincimenti costringerebbe ANCI e UPI ad una revisione dei propri rapporti istituzionali con il Ministero della Pubblica Istruzione".

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