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Personale educativo: il Miur intervenga a tutela della categoria

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Il personale educativo sperava che questo fosse davvero il Governo del cambiamento e che ci sarebbe stata la svolta per la nostra categoria invece, ancora una volta, siamo stati maltrattati.

Un cambiamento vi è stato senza dubbio, ma di sicuro in negativo per la categoria.

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Non abbiamo una riforma seria e significativa dal 1974 e i governi che si sono susseguiti dall’epoca non hanno fatto altro che peggiorare la nostra figura professionale. Nelle scorse settimane era stata chiesta l’autorizzazione per l’immissione in ruolo di  77 unità, nonostante la disponibilità di 367 posti liberi.

Il MEF ne ha autorizzati soltanto 46, adducendo quale motivazione la presenza di esuberi per la chiusura di alcune istituzioni educative  in alcune province.  Noi del Gruppo Legali per il Personale educativo rispondiamo al MEF che i dati in loro possesso non sono reali, anzi ci sentiamo di affermare con certezza che gli stessi sono alterati. Infatti, basta leggere il contingente nomine in ruolo del personale educativo per capire che ci sono alcune anomalie, che sicuramente creano non pochi danni alla nostra categoria. Nel documento si legge che diversi esuberi si riscontrano in istituzioni educative mai esistite (es. nelle province di  Lecce, Mantova, Viterbo, Bologna) o inesistenti da decenni (ad es. Siena).

Allora ci chiediamo come fa il un’istituzione educativa mai esistita a tenere personale educativo? E come mai il MEF considera gli esuberi di queste istituzioni solo oggi? Sappiamo bene che i dati vengono forniti al MIUR,  e da esso al MEF, dagli Uffici scolastici Regionali. Che non sia questo un maldestro  tentativo per distruggere la categoria del personale educativo?

A causa di questi dati falsati, la riduzione del numero di istitutori  da immettere danneggia non poco le realtà che hanno un gran numero di iscrizioni e che godono della stima di genitori e studenti. Il MIUR  e il MEF non possono pensare che gli educandati e i convitti possano continuare ad operare con un numero sempre più esiguo di personale, basti pensare che gli attuali organici prevedono il rapporto di un istitutore ogni 40 convittori, mentre in una classe in media gli insegnanti hanno un rapporto di uno a 25. Siamo l’unica categoria del panorama scolastico che ha un rapporto così elevato con i propri alunni per un orario settimanale di trenta ore. Gli  educatori però non trasmettono nozioni e competenze, ma fanno molto di più, perché noi trasmettiamo 24/24 saperi e conoscenze,  educazione, buone maniere, regole e tanto altro. Un lavoro che richiede un rapporto stretto con i ragazzi,  eppure stiamo assistendo alla “mattanza”  del personale educativo.

Noi pensiamo che i piani alti del Ministero si stiano nascondendo dietro una motivazione che non ha nessuna logica e che stia, invece, proseguendo un piano preordinato, già cominciato negli anni precedenti,  per fare in modo che la nostra categoria sparisca dallo scenario della scuola molto presto.

Però noi istitutori potremmo essere anche “ sfigati”, come qualcuno ci ha definito, ma di sicuro non siamo sciocchi nel credere ancora nelle favole. Basta leggere sempre i dati pubblicati dal Miur, per smentire in modo chiaro e inequivocabile la giustificazione data dal Mef .

A.S. O.D. TITOLARI ESUBERI DISPONIBILITA’ IMMISSIONI
2016/2017 2215 2134 74 155 46
2017/2018 2258 2035 50 273 53
2018/2019 2290 1954 31 367 46

Nella Tabella è riportato l’andamento delle assunzioni del personale educativo nel corso degli ultimi tre anni scolastici e chiaramente si nota che in soli tre anni il numero di istitutori di ruolo si è ridotto di 180 unità, mentre a fronte di un aumento della richiesta di iscrizioni di convittori e semiconvittori ( basta guardare all’o.d.) e un drastica riduzione di esuberi del personale  e un conseguente aumento di disponibilità di posti, vi è una sostanziale contrazione delle immissioni in ruolo. Quale sarà il vero motivo che spinge il MEF a non assumere gli istitutori? E perché il MEF solo per il personale educativo assume al lordo degli esuberi e non al netto come per tutti gli altri docenti?

Noi istitutori non ci stiamo e alla luce dei dati sopra riportati chiediamo che il Miur  intervenga a tutela della nostra categoria e proceda anche eventualmente all’invio di organi ispettivi  negli uffici scolastici territoriali e regionali che hanno comunicato personale in esubero, sebbene privi di istituzioni educative o di attività semiconvittuali. Siamo stanchi di essere continuamente trattati da docenti di serie B, essere danneggiati da esuberi inesistenti o essere sostituiti da dipendenti di cooperative ai quali i dirigenti scolastici si rivolgono quando hanno necessità, anziché nominare il personale educativo. Siamo pronti a bloccare le attività educative se il MIUR non interverrà seriamente e porrà fine a questa guerra discriminatoria nel confronti del personale educativo e siamo pronti a manifestare qualora il MEF non torni sui suoi passi, ma ovviamente siamo per una soluzione pacifica, per questo chiediamo a questo Governo di intervenire e trovare una soluzione che ponga fine ad ogni iniquità.

Legali per il personale educativo