Anche quest’anno il MIM ha proposto il Piano Estate. L’avviso del 23 maggio scorso intende ampliare e sostenere, per gli aa.ss. 2024/25 e 2025/26, l’offerta formativa con azioni specifiche volte a promuovere iniziative per gli apprendimenti, l’aggregazione, l’inclusione e la socialità, soprattutto nel periodo di sospensione estiva delle lezioni.
Il massimale di spesa disponibile per ciascuna istituzione scolastica è stato determinato sulla base del numero di studenti della scuola primaria e secondaria di primo e di secondo grado iscritti:
Le attività formative possono riguardare le seguenti tipologie di intervento (moduli):

Il progetto si compone di moduli/attività che devono integrare il Piano triennale dell’offerta formativa della scuola.
I moduli hanno durata di 30 e 60 ore, a scelta della scuola proponente, nel limite del massimale di spesa; i soli percorsi di lingua straniera potranno avere durata anche di 100 ore. I moduli di lingua straniera destinati agli alunni della scuola primaria potranno riguardare unicamente la lingua inglese.
Sull’argomento, in data 5 luglio, il giornale “La Ragione” ha pubblicato un articolo dal titolo “Vacanze lunghe e nel vuoto”, nel quale la giornalista Ilaria Donadio si riferisce al piano estate definendolo “Un fallimento annunciato: anche stavolta la misura è rimasta sulla carta”.
Ma il Ministero non ci sta e nell’ambito della nuova sezione del sito “Facciamo chiarezza” fornisce precisazioni e smentite.
In merito alle risorse stanziate il MIM precisa che “già nel 2023 sono stati stanziati 400 milioni di euro ai quali, quest’anno, sono stati aggiunti ulteriori 150 milioni di euro. Non corrisponde al vero la notizia riportata nell’articolo nel quale si afferma che il bando 2023 sia stato annullato. Lo dimostra il fatto che nella sola estate del 2024 (a.s. 2023/2024) il piano ha consentito la realizzazione di 36.973 moduli attivati e 699.077 studenti coinvolti. Per arrivare ad addirittura 1.300.000 allievi coinvolti, se si considerano anche quelli che hanno beneficiato dei percorsi di PCTO all’estero (grazie a un ulteriore investimento specifico per le scuole secondarie di secondo grado) e a quelli impegnati delle azioni del PNRR per il contrasto alla dispersione scolastica, per la riduzione dei divari territoriali e per l’orientamento e le STEM, tutte misure attive nell’estate 2024“.
Oltre a quanto sopra, il Ministero aggiunge che “nel piano estate 2025, proprio in considerazione dell’interesse dimostrato dalle scuole per l’edizione precedente, con decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, sono stati stanziati ulteriori 150 milioni che hanno aumentato la consistenza delle risorse a 550 milioni complessivi“.
“La misura non è quindi rimasta sulla carta” ribadisce chiaramente il MIM. “Il nuovo bando 2025 ha, infatti, prodotto – continua il comunicato – richieste per complessivi 272,6 milioni, rispetto ai 150 milioni stanziati. Una misura rilevante sia sotto il profilo delle opportunità di crescita offerte, anche d’estate, ai nostri ragazzi, sia sotto il profillo dello sviluppo del tessuto produttivo del nostro Paese: sono tanti, infatti, gli operatori del Terzo Settore e i professionisti di vario genere, oltre ai docenti e al personale della scuola, che hanno potuto, e che potranno, anche quest’anno, beneficiare delle risorse messe a disposizione dai bandi“.
“Non si può, quindi, parlare di fallimento del piano estate” continua il Ministero, “piuttosto di un grande successo dimostrato dall’interesse e dall’enorme richiesta delle scuole e delle famiglie“.
In merito all'”accusa” di opacità e poca trasparenza delle informazioni, il Ministero ci tiene a precisare che “tutto si è svolto, e si sta svolgendo, nella massima trasparenza e certezza di dati e informazioni, a partire dalla comunicazione mandata alle famiglie, fino ad arrivare alla pubblicazione sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito di pagine dedicate proprio al Piano estate, dove sono puntualmente inserire tutte le informazioni sulle scuole che hanno aderito e sui finanziamenti e le risorse assegnate finora a ciascuna istituzione scolastica“.