Un episodio che riguarda alcuni docenti è stato portato all’attenzione pubblica da Nico Acampora, fondatore di PizzAut, catena di pizzerie con dipendenti con autismo, che si batte da tempo per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.
Acampora, sul profilo Instagram di PizzAut, ha denunciato la situazione. Ecco cosa ha raccontato: “50 insegnanti che fanno il bidone, dovremmo dargli una nota sul registro. Oggi a pranzo da PizzAut abbiamo un bel buco da 50 persone.
50 insegnanti avevano prenotato su thefork e qualche minuto fa li abbiamo chiamati perché avevano scritto nelle note ‘siamo insegnanti e forse saremo più di 50’. Bene, 5 minuti fa ci hanno detto che non verranno. Non hanno però disdetto la prenotazione su The Fork…non ci hanno pensato. Hanno detto di averci chiamato ad agosto ma noi eravamo chiusi…abbiamo riaperto il 20 agosto…ma non hanno più riprovato. Mi piacerebbe scrivere il nome della scuola, ma evito perchè sono più corretto di loro. Aspettiamo altri insegnanti, a pranzo, migliori dei loro colleghi”, queste le sue parole forti.
Inutile dire che i commenti che sono arrivati sono molto critici. Ovviamente, non si può fare di tutta l’erba un fascio e degradare un’intera categoria fatta anche e soprattutto di docenti rispettosi con il prossimo, anche nella vita e non solo sul lavoro.
Ecco alcuni commenti:
“Purtroppo, dopo parecchi anni, senza voler fare di tutta l’erba un fascio, sono giunta alla conclusione che a molti insegnanti interessa solo non pagare le cose quando vanno in giro e si lamentano tantissimo delle loro condizioni contrattuali senza minimamente capire le difficoltà negli altri lavori”.
“Mi auguro che gli insegnanti insegnino la correttezza agli studenti”.
“Scrivi al preside”.
“Mi sembra un comportamento grave, tanto più visto il numero delle persone. Hai fatto bene a dirlo Nico, a buona memoria”.