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Precari a Messina, disparità di trattamento nelle graduatorie permanenti

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Le direttive provenienti dal Miur a tal proposito, come al solito, sono poche e poco chiare, c’è una nota dell’8 giugno che sembra non faccia testo perché non ha le caratteristiche di “nota ufficiale” ma è solo un parere del Cun, fatto però proprio dal Ministero.
Il 20 giugno compare un’altra nota di chiarimento “ufficiale” da parte del Miur, in base alla quale solo ai diplomi di specializzazione ed ai master toccherebbero i tre punti. Allora perché ai corsi di perfezionamento specialistico equiparati ai master con 1.500 ore di attività svolte e 60 Cfu non toccherebbero i tre punti? La nota non sembrerebbe restrittiva!!

Invece il Csa di Messina si fa forte di un incontro avuto con il Direttore scolastico regionale dal quale emerge che tutti i Csa della regione devono attribuire ai suddetti corsi punti 2, salvo una ulteriore nota esplicativa da parte del Miur.

I “poveri” precari in questione, dopo aver presentato il loro ricorso, si ritirano di buon ordine.

Amara considerazione: oltre il danno (economico) anche la beffa. In prima analisi sembra che tutti i Csa della regione abbiano seguito tali direttive uniformandosi alle indicazioni del Direttore scolastico regionale, anche se neanche in questo caso sembra esserci nulla di ufficiale, né di scritto.

Invece gli altri Csa (vedi Catania, Ragusa) non hanno seguito tali direttive attribuendo ai loro docenti in graduatoria punti 3, non interpretando in maniera restrittiva e assimilando giustamente i corsi di perfezionamento specialistico (con le caratteristiche citate) ai master.

Solo coloro i quali hanno la “sfortuna” di essere inseriti nelle graduatoria di Messina sono danneggiati. (in verità non tutti visto che alcuni si sono ritrovati i tre punti per la stessa tipologia di corso!!!)

Tutto ciò è giusto?

E’ corretto che un organo statale deputato alla tutela dei propri docenti crei disparità di trattamento tra una zona e l’altra addirittura all’interno della stessa regione?

Se le direttive della Soprintendenza regionale, così come sostenuto a Messina, erano chiare e precise, com’è possibile che le altre amministrazioni della regione si siano discostate tenendo conto e facendo proprie le esitazioni favorevoli del Miur a seguito del parere del Cun?

Perché solo il Csa di Messina, nella regione Sicilia, interpreta in modo restrittivo la nota del 20 giugno che in realtà non si rivela restrittiva per gli altri Csa siciliani?

Si chiede agli organi competenti una urgente ed equa direttiva in proposito al fine di garantire parità di condizioni a tutti i docenti che hanno conseguito la stesso titolo e al Csa di Messina di adeguarsi all’operato delle altre amministrazioni siciliane accogliendo con esito favorevole i ricorsi dei docenti che chiedono l’attribuzione dei tre punti loro spettanti e che nel frattempo si vedono “defraudati” di un loro diritto.

Infine, tutti i docenti danneggiati sono invitati ad esporre il loro caso inviando e-mail agli indirizzi inseriti in “Ulteriori approfondimenti”.

Icotea

Comitato precari messinesi