Home Precari Precari, “Miur li assuma o sentenza Corte europea aprirà guerra giudiziaria”

Precari, “Miur li assuma o sentenza Corte europea aprirà guerra giudiziaria”

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Il ministero dell’Istruzione stabilizzi il personale precario della scuola coprendo tutti i posti disponibili e vacanti. A chiederlo è la Federazione Gilda Unams in vista della sentenza con cui a breve la Corte di Giustizia europea si esprimerà in merito all’abuso dei contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi.
 
In base alle conclusioni depositate il 17 luglio a Lussemburgo dall’avvocato generale MacieJ Szpunar, all’orizzonte si profila una condanna dello Stato italiano che sarà dunque costretto ad assumere i precari. La Fgu chiede quindi a viale Trastevere di correre ai ripari, così da evitare il ricorso a ulteriori iniziative giudiziarie.
 
Al Miur – afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Fgu – non conviene affatto continuare a tergiversare perchè nel procedimento a suo carico in corso a Lussemburgo tutti gli elementi gli sono contro. Le invocate restrizioni di natura finanziaria non giustificano l’abuso dei contratti a tempo determinato in violazione alla normativa comunitaria. A dimostrarlo – sottolinea Di Meglio – sono anche numerosi documenti, tra cui la relazione della Corte dei Conti del 2012 sul costo del lavoro pubblico, già noti al ministero dell’Istruzione. Ricordiamo inoltre che è stata la Corte Costituzionale a sollevare le prime questioni sul precariato pubblico scolastico alla Corte di Giustizia, evidenziando la mancata indicazione di tempi certi per l’espletamento dei concorsi e l’assenza di misure risarcitorie. Inoltre a sostegno dei precari, durante l’udienza del 27 marzo scorso a Lussemburgo, è intervenuta la Commissione europea richiamando la procedura d’infrazione, attivata anche dalla Federazione Gilda Unams, nel confronti dello Stato italiano. A questo punto – conclude Di Meglio – invitiamo il Miur a procedere con le immissioni in ruolo dei precari, ponendo così fine a una vergogna che si trascina ormai da troppi anni”.
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