A volte la condizione di precariato può durare tutta la vita, praticamente. Questo è ciò che è successo a un docente di religione di Reggio Emilia che ha fatto causa al ministero dell’Istruzione e del Merito, vincendola. Lo riporta Il Corriere della Sera.
Il docente dovrà vedersi risarcite 24 mensilità. Parla di una “una vittoria storica per la giustizia e per tutti i lavoratori precari della scuola” il sindacato Uil di Reggio Emilia. Il docente lavora con contratti annuali da oltre trent’anni, dall’annata didattica 1989-1990. In questo lungo periodo non ha mai avuto la stabilizzazione in ruolo più volte richiesta e alla fine ha deciso di muoversi per vie legali contro il ministero.
Il giudice incaricato del procedimento ha riconosciuto le sue ragioni, dichiarando illegittimo il continuo reiterare contratti annuali che non garantivano continuità e condannando il ministero dell’Istruzione per l’abuso di contratti a tempo determinato.
“Questa non è una semplice causa vinta, è un segnale forte e chiaro a tutto il ministero. Il Tribunale ha dichiarato l’illegittimità dei contratti reiterati. Non ci fermeremo mai davanti alle ingiustizie. Continueremo a far valere i diritti di ogni singolo lavoratore, perché il nostro impegno è la loro stabilità”, commenta Luigi Fiorentino, responsabile della Uil Scuola di Reggio Emilia.
Per il sindacalista, la sentenza conferma “che non ci si può nascondere dietro la precarietà per negare i diritti fondamentali. Il Tribunale ha riconosciuto l’abuso dei contratti a termine, e questo è un monito chiaro: continueremo a lottare per la stabilizzazione dei lavoratori precari e non ci fermeremo mai di fronte alle ingiustizie”.
Anche perché, è la conclusione, una sentenza simile potrà rappresentare un precedente per lavoratori scolastici di ogni parte del Paese, diventando “un faro di speranza per migliaia di docenti e personale Ata in tutta Italia, costretti a vivere in un limbo professionale”.
L’avvocato Marcello Di Iorio, esperto di diritto scolastico e socio Sidels, nella nostra diretta per l’appuntamento con “L’avvocato risponde”, ha parlato della reiterazione abusiva dei contratti di lavoro a tempo determinato per i docenti di religione cattolica.
L’intervento dell’avvocato Di Iorio ha evidenziato, quindi, come la reiterazione dei contratti a termine per i docenti IRC, in assenza di ragioni obiettive e meccanismi di stabilizzazione efficaci, possa configurare un abuso secondo il diritto europeo, sanzionabile nell’ordinamento italiano con un risarcimento del danno, il cui importo è ora definito per legge. Questo risarcimento, tuttavia, deve essere ottenuto tramite azione legale.
Sono interessati tutti i docenti IRC con contratto a tempo determinato con supplenza annuale. Anche coloro che saranno immessi in ruolo con il nuovo concorso sono potenzialmente interessati per il periodo precedente all’immissione. La prescrizione per l’indennità risarcitoria, per giurisprudenza consolidata, è decennale.
Il risarcimento non è automatico. Il docente non viene convocato dall’amministrazione per ricevere l’indennità. L’entità del risarcimento può essere decisa soltanto in un’aula di giustizia.