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Presepe dell’accoglienza interreligiosa

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  • GUERINI

Per il Natale 2004, un presepe dell’accoglienza interreligiosa è stato allestito nell’atrio d’ingresso della Scuola media statale "Teodoro Mommsen" di Roma (quartiere Appio-Latino), frequentata anche da alunni stranieri non cristiani. Sulle stelle argentate del cielo, sopra la capanna di Gesù Bambino, sono state poste le immagini di 12 "giusti", personaggi simbolo della storia del ‘900, cristiani e di altre religioni, ritenuti meritevoli del "regno dei cieli" per aver praticato nella loro vita le "beatitudini" annunciate da Gesù: "Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia… Beati i misericordiosi… Beati gli operatori di pace… Beati i perseguitati per causa della giustizia…".
Tre sono i "giusti" prescelti di religione non cristiana: il Mahatma Gandhi (induista), Anna Frank (ebrea) e Iqbal Masih (musulmano). Due, i cristiani non cattolici: Albert Schweitzer e Martin Luther King. Sette, i personaggi simbolo di fede cattolica: Madre Teresa di Calcutta, Raoul Follereau, Oscar Romero e Chico Mendes con gli italiani Annalena Tonelli, Carlo Urbani e Maria Grazia Cutuli.
Ai bordi del presepe sono state collocate brevi schede biografiche dei singoli personaggi. Di Anna Frank, si dice: "Ragazzina ebrea tedesca, già rifugiata in Olanda, autrice di un celebre Diario, vittima innocente dell’odio nazista, salita al Cielo nel 1945 da un campo di sterminio". Iqbal Masih viene così presentato: "Sindacalista bambino musulmano pakistano, già baby-schiavo nell’industria dei tappeti, ucciso a 12 anni nel 1995 per essersi ribellato allo sfruttamento dell’infanzia". Nella didascalia su Maria Grazia Cutuli è scritto: "Giornalista italiana assassinata in Afghanistan nel 2001, mentre cercava di far conoscere la verità (fondamento della giustizia) sugli orrori della guerra".

Ma le novità di questo presepe didattico non finiscono qui. Accanto alla capanna della Natività è stato collocato l’Hotel Non c’è posto di Betlemme (quello che non aveva accolto Maria, Giuseppe e il Bambino nascente nella Notte Santa), con il cartello "tutto esaurito". Sotto, la spiegazione: "La scena dell’Hotel non c’è posto interpella il visitatore: Nell’albergo del tuo cuore hai preparato un posto per accogliere Gesù?".

Da una stradina secondaria, spunta fuori il "pellerossa con le piume in testa" della poesia di Gianni Rodari Il pellerossa nel presepe: un indiano non cristiano che "ha fatto tanto viaggio, perché ha sentito il messaggio: pace agli uomini di buona volontà". Sul lato opposto della capanna, in una valletta dietro una collina, è raffigurato il "riposo della Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto" (un cartello stradale con freccia indica la direzione "Egitto"), e al bordo del presepe è riportata la seguente didascalia: "La scena della fuga in Egitto ci ricorda che anche Gesù è stato un clandestino".
Il presepe con queste novità è piaciuto molto agli alunni della scuola ed è stato osservato con curiosità anche da quelli non religiosi o di altre religioni. L’iniziativa è stata commentata da alcuni organi di informazione, tra cui la Tv pubblica slovena e la Radio Vaticana, che ha proposto un’intervista a Nicola Bruni, l’insegnante di lettere che ne ha promosso la realizzazione.

In "Ulteriori approfondimenti" un articolo che contiene il testo della lettera inviata dal ministro Moratti ai dirigenti scolastici sul tema del presepe.