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Primo Soccorso a scuola, non basta insegnarlo: servono defibrillatori in ogni istituto. Il progetto alla Camera

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Nelle scuole italiane potrebbero arrivare i defibrillatori, gli apparecchi salvavita da utilizzare in caso di attacchi cardiaci a chi vi opera: la loro presenza obbligatoria negli istituti scolastici, dipenderà dall’esito di un progetto di legge ora al vaglio della Camera. Un progetto che, se approvato, andrebbe ad incrementare i passi in avanti già compiuti, sul fronte della prevenzione cardiologica, con l’insegnamento del Primo Soccorso nella Scuola Italiana, introdotto con la legge approvata nel 2015 che prevede l’insegnamento delle tecniche salvavita a 500 mila alunni l’anno.

La base per un’Italia “cardioprotetta”

La legge sull’obbligo di defibrillatori nei luoghi pubblici attualmente in discussione alla Camera “realizza, in modo formidabile, le basi per un’Italia “cardioprotetta”, ha detto il 24 luglio Mario Balzanelli, Presidente nazionale del SIS 118.

“Porgo, al riguardo, le più vive congratulazioni, ed il piano sostegno, agli estensori del disegno di legge, Mara Lapia (M5s) e Giorgio Mulè (FI) – ha aggiunto il presidente del 118 -, la cui introduzione invocammo pubblicamente alle istituzioni il 28 agosto 2018, all’indomani del decesso, a bordo del volo Alitalia‪AZ827, di un bambino libanese di circa due anni, colpito da arresto cardiaco”.

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Un Osservatorio Interistituzionale

“Auspico – ha continuato il presidente – sulla base di questa importantissima conquista di civiltà, che si istituisca, come già proposto mesi fa, un Osservatorio Interistituzionale delle morti evitabili, secondarie a trauma e a malore, che consenta, a livello centrale, e quindi con ricadute attuative omogenee a livello dei vari territori regionali, di implementare efficaci strategie integrate di prevenzione primaria, perchè si tratta, purtroppo, di stragi di quotidiano, più drammatico, riscontro”, ha concluso Balzanelli.