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Priorità alla scuola. Protesta promossa dal Comitato nazionale in 40 città

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Il prossimo 25 giugno, in 40 città italiane insegnanti, personale Ata, genitori e studenti scenderanno in piazza per chiedere da settembre le scuole riaprano senza riduzioni dell’orario scolastico.
L’iniziativa è del Comitato “Priorità alla scuola”, nato qualche mese fa per volontà di un gruppo di genitori e docenti fiorentini ma che ben presto si è esteso in tutta Italia.
Già il 23 maggio il Comitato aveva promosso una manifestazione analoga che aveva coinvolto una ventina di città. Il 25 giugno, però, le città saranno il doppio; si andrà dal nord (Torino, Milano, Bergamo, Genova, Verona, Bologna, Parma fra le altre), al centro (Firenze, Pisa, Livorno, Roma, Perugia, Ancona) fino al sud (Napoli, Taranto e Potenza).

“Quasi tutte le attività produttive del Paese sono già riavviate – sottolinea il Comitato – e anche il mondo della scuola, da settembre, deve ripartire in presenza perché senza scuola non c’è politica, non c’è giustizia, non c’è uguaglianza, non c’è crescita – né umana, né economica”.
Il Comitato ha anche una propria piattaforma di richieste: risorse straordinarie, personale docente e Ata adeguato alle esigenze della scuola, assunzione dei docenti precari dalle graduatorie provinciali, maggiore numero di spazi per tutte le scuole di ogni ordine e grado, investimenti strutturali per l’edilizia scolastica, prevenzione sanitaria nelle scuole; ma anche un elenco di no altrettanto preciso: riduzione del tempo scuola, esternalizzazione di servizi educativi per completare il tempo scuola che causerebbe un aumento del lavoro precario, riduzione delle ore didattiche da 60 a 40 minuti, didattica a distanza come parte strutturale dell’orario scolastico.

In queste ore la stessa Flc-Cgil ha dichiarato di aderire alle richieste del Comitato e all’iniziativa del 25 giugno: “Siamo convinti della necessità di un grande movimento per riportare al centro dell’agenda politica il tema della scuola e del diritto all’istruzione oggetto da molti anni di scelte sbagliate, miopi e regressive. Crediamo sia arrivato il momento di rilanciare la missione costituzionale dalla scuola pubblica partendo dalle scelte necessarie a garantire la riapertura in presenza e in sicurezza per tutte e tutti”.

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