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Prima Ora | notizie del 9 luglio

Privacy violata a scuola, nota sul registro resa visibile a tutta la classe: il Garante sanziona un Istituto Professionale per l’errore di un docente

Una semplice disattenzione nell’utilizzo del registro elettronico si è trasformata in una violazione della normativa sulla protezione dei dati personali. È quanto accaduto in un Istituto Professionale, dove un docente ha pubblicato per errore una nota contenente informazioni su uno studente rendendola visibile non solo ai diretti interessati, ma all’intera classe e alle rispettive famiglie.

La segnalazione della famiglia

Il caso è emerso a seguito del reclamo presentato dai genitori dello studente coinvolto. Secondo quanto ricostruito, l’insegnante aveva inizialmente inserito una valutazione ordinaria, per poi pubblicare il giorno successivo una nota più dettagliata nell’agenda del registro elettronico. Questa seconda comunicazione riportava informazioni di carattere personale e scolastico che avrebbero dovuto rimanere riservate.

Un errore umano alla base dell’accaduto

Nel corso dell’istruttoria è stato chiarito che la diffusione dei dati è avvenuta per un errore materiale: il docente non ha attivato l’opzione che limita la visibilità della nota ai soli destinatari interessati. Di conseguenza, il contenuto è rimasto accessibile a tutti gli studenti della classe e ai loro genitori per alcune ore, prima di essere rimosso.

Responsabilità dell’istituzione, non del singolo

Nonostante la natura accidentale dell’episodio, la responsabilità non ricade esclusivamente sul singolo insegnante. La normativa stabilisce infatti che il titolare del trattamento dei dati è l’organizzazione nel suo complesso. Questo implica che l’istituzione deve garantire che il personale operi correttamente e nel rispetto delle regole, anche attraverso formazione e strumenti adeguati.

Il principio di tutela dei minori

Particolare rilievo assume il fatto che i dati riguardavano un minore. La normativa europea sottolinea infatti la necessità di una protezione rafforzata per questa categoria di soggetti, considerati più vulnerabili e meno consapevoli dei rischi legati alla diffusione delle informazioni personali.

Comunicazione illecita, anche se limitata

Sebbene i dati non siano stati resi pubblici a chiunque, la loro visibilità a un gruppo non autorizzato – come compagni di classe e famiglie – configura comunque una comunicazione illecita. La legge consente infatti la diffusione o comunicazione di dati personali solo in presenza di specifiche basi giuridiche, che in questo caso non erano presenti.

Le misure adottate dalla scuola

Dopo l’accaduto, l’istituto ha rimosso la nota, incontrato la famiglia e avviato interventi correttivi. Tra questi, una formazione mirata per il docente coinvolto e l’adozione di nuove regole interne sull’uso del registro elettronico. È stata inoltre rafforzata la formazione generale del personale in materia di protezione dei dati.

Sanzione ridotta ma significativa

Considerando la limitata gravità dell’episodio – un solo studente coinvolto, durata contenuta e assenza di dati sensibili – è stata applicata una sanzione amministrativa pari a 1.000 euro. L’importo tiene conto anche della collaborazione dell’istituto e dell’assenza di precedenti violazioni.

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