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01.09.2025

Prof Maggi: “Docenti soffocati da burocrazia, molti non hanno cultura. No ai voti? Gli alunni sanno se un 4 è motivato”

Redazione

La scuola così come funziona al momento va bene? Secondo il professore Andrea Maggi, volto noto al grande pubblico per aver partecipato al programma Rai “Il Collegio“, bisogna cambiare qualcosa, e i primi a farlo dovrebbero essere i docenti.

“Il lavoro dei docenti ridotto ad un mucchio di carte inutili”

Lo ha detto in una intervista per il blog Scrittura Creativa, di Rosanna Santagata. “La Scuola, come istituzione, da più di vent’anni si muove affannosamente, in seguito a riforme su riforme e a colpi di emergenza che non fanno che appesantire, e affannare continuamente, il lavoro dei docenti con un mucchio di carte inutili. Gli insegnanti, di conseguenza, sono soffocati da un lavoro che ormai è oberato di progetti che sembrano essere diventati più importanti delle lezioni curricolari stesse. Per rispondere, la scuola è in affanno continuo; gli insegnanti ce la mettono tutta, ma è dura”, ha esordito.

“La lacuna è l’eccessiva burocrazia, che rallenta tutto. E poi una volta gli studenti italiani, usciti da scuola, avevano preparazione e cultura. Che sono due cose diverse. Oggi la cultura non ce l’hanno nemmeno molti insegnanti, purtroppo. Dispiace dirlo, ma è così. Il punto di forza è l’inclusione. La Scuola italiana è la più inclusiva al mondo. E tanti saluti ai Paesi del Nord Europa”, ha aggiunto.

Ecco alcune proposte: “I social media sono uno strumento prezioso. Ma sono in mano ad aziende private, che per definizione fanno profitto anche su ciò che facciamo con loro. I professori non devono fare altro che imparare a conoscerli bene per usarli bene e per insegnare a usarli bene. Per connettersi con gli studenti c’è un modo più efficace dei social: guardarli negli occhi e ascoltarli. Dal vivo”. 

Scuola senza voti, è possibile?

Maggi ha poi riflettuto sulla possibilità di una scuola senza voti: “Il voto è diventato una cosa brutta. Non piace più a nessuno. Come la verdura. È la moda del momento. Molti vorrebbero una scuola senza voti. Bene. Facciamola. Vediamo cosa succede. La fiducia si costruisce dando voti onestamente. Perché gli studenti capiscono quando un quattro è motivato. Perché loro son più severi di noi. Quando un voto non giudica, ma valuta, allora fa bene. Come la verdura”.

Mentre non si arresta la polemica su quale valutazione degli alunni è meglio adottare, arriva la prima scuola media in Italia incentrata sul metodo Daniele Novara, pedagogista fondatore del Cpp (Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti) e delle Scuole Genitori, che prevede la totale cancellazione dei voti.

Il metodo si basa su alcuni punti imprescindibili: gli alunni pongono domande ai compagni, vivendo la scuola in laboratori e con esperienze dirette, valutando i progressi fatti durante il percorso, sbagliando fino a quando non si arriva alla piena padronanza dei concetti e tenendo gli insegnanti in un ruolo di “registi” che coordino il tutto senza sfociare nel protagonismo. Niente voti, la peculiarità.

L’iniziativa è stata presentata il 30 agosto in conferenza stampa a Piacenza. “Puntiamo a far lavorare gli alunni piuttosto che far parlare i docenti – ha detto Novara – con metodi molto sociali e basati sulla condivisione dei compiti, passando dall’antico metodo lezione-studio-interrogazione a un approccio che punti a valutare i progressi degli alunni, in modo che la loro motivazione venga sempre tenuta altissima”.

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