Breaking News
30.08.2025

Scuola senza voti, il docente è regista non protagonista e la motivazione degli alunni rimane alta: l’idea di Daniele Novara diventa realtà a Piacenza

Mentre non si arresta la polemica su quale valutazione degli alunni è meglio adottare, arriva la prima scuola media in Italia incentrata sul metodo Daniele Novara, pedagogista fondatore del Cpp (Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti) e delle Scuole Genitori, che prevede la totale cancellazione dei voti.

Il metodo si basa su alcuni punti imprescindibili: gli alunni pongono domande ai compagni, vivendo la scuola in laboratori e con esperienze dirette, valutando i progressi fatti durante il percorso, sbagliando fino a quando non si arriva alla piena padronanza dei concetti e tenendo gli insegnanti in un ruolo di “registi” che coordino il tutto senza sfociare nel protagonismo. Niente voti, la peculiarità.

L’iniziativa è stata presentata il 30 agosto in conferenza stampa a Piacenza.    “Puntiamo a far lavorare gli alunni piuttosto che far parlare i docenti – ha detto Novara – con metodi molto sociali e basati sulla condivisione dei compiti, passando dall’antico metodo lezione-studio-interrogazione a un approccio che punti a valutare i progressi degli alunni, in modo che la loro motivazione venga sempre tenuta altissima”.

Tra i promotori della proposta del pedagogista piacentino figura anche la Fondazione Licei San Benedetto a cui mancano solo cinque adesioni per attivare la nuova scuola.    “Saranno sufficienti per far partire la prima media a settembre – spiega il preside Fabrizio Bertamoni – altrimenti proseguiremo con le presentazioni per essere pronti per il prossimo anno”. Sarà una scuola media basata su un approccio pedagogico, centrato sull’educazione, sull’apprendimento esperienziale e sulla valorizzazione, senza voti punitivi ma che valutino il percorso degli allievi.

Come abbiamo avuto modo di scrivere, nei giorni scorsi oltre 700 iscritti, di cui circa 550 collegati in diretta, hanno preso parte al convegno online “Star bene a scuola”, organizzato dal CPP – Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti: l’incontro ha riunito esperti, pedagogisti ed educatori per affrontare una sfida cruciale: rendere la scuola un luogo di benessere, crescita e apprendimento autentico.

Ad aprire i lavori era stato proprio Daniele Novara, pedagogista fondatore del CPP, che ha sottolineato come la dimensione collettiva sia il cuore della vita scolastica.
«Stare bene a scuola non significa disimpegno, ma una fatica creativa che stimola l’apprendimento – ha spiegato –. È nel gruppo che i ragazzi crescono, imparano, trovano appartenenza e contrastano l’isolamento».

Novara ha richiamato l’attenzione su un dato preoccupante: tra i preadolescenti e adolescenti, dal 20 al 25% vive situazioni di isolamento sociale, una condizione che ha definito “contro natura”. In questo contesto, la scuola si conferma come il principale luogo di socialità spontanea, capace di generare legami e amicizie autentiche.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate