La Corte d’appello di Bologna ha confermato la sentenza del tribunale di Modena nei confronti di un’insegnante di un istituto, che non potrà più svolgere mansioni di docenza ma solo lavoro amministrativo, senza contatti con gli studenti. La donna è stata inoltre condannata a circa 3.500 euro di spese legali dalla sezione Lavoro della Corte bolognese.
La vicenda risale al 2023, come riporta il Corriere, quando la donna, assistente amministrativa assunta a tempo indeterminato dal Ministero, aveva ricevuto un incarico di docenza nell’istituto modenese. Nel corso di una lezione, con una classe di studenti tra i 15 e i 16 anni, la professoressa aveva ricevuto sul proprio cellulare un video dal compagno; accortasi del contenuto, era uscita in corridoio per visionarlo, venendo però circondata da un gruppo di alunni incuriositi. Secondo il procedimento disciplinare, la docente avrebbe condiviso con loro sia una fotografia sia il filmato in questione.
La donna si è sempre difesa sostenendo di aver agito «senza malizia» e di essere stata «accerchiata» dagli studenti, spiegando di aver condiviso il materiale solo per raccontare la propria relazione sentimentale. Il procedimento disciplinare, avviato dopo che un video dell’episodio, ripreso di nascosto da uno studente, era arrivato al dirigente scolastico, contestava alla docente un comportamento «lesivo della dignità degli alunni» e atti «gravemente contrastanti coi doveri tipici della funzione docente».
Sia il tribunale di Modena in primo grado sia la Corte d’appello hanno confermato la destituzione dal ruolo di docente, senza però estenderla all’incarico amministrativo. Nella sentenza si legge che la condotta accertata, «ricondotta alla spontanea volontarietà della docente», è «significativa della totale incapacità della stessa di comprendere il ruolo educativo alla medesima conferito», anche in considerazione della particolare delicatezza del momento di crescita degli studenti coinvolti.