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15.10.2026

“Prometteva di fare una strage a scuola con una bomba”: interviene l’Interpol, ma era lo “scherzo” di un 14enne di Pesaro

Ancora un episodio allarmante sulla sicurezza a scuola, con un sospetto allarme bomba che per fortuna si è rivelato uno scherzo. A dare la notizia è il Corriere Adriatico, secondo cui a intervenire è stata l’Interpol. “Tutto è partito da un messaggio postato in una chat, dove uno studente prometteva di fare una strage nella sua scuola, mettendo una bomba”, si legge nell’articolo. “L’organizzazione della polizia criminale internazionale, specializzata in terrorismo e cybercrimine, ha rintracciato il messaggio tramite degli alert di ricerca di parole specifiche e ha diramato l’allerta. La piattaforma utilizzata non è di uso comune, ma permette di creare stanze virtuali dove gli utenti parlano e comunicano con messaggi scritti e vocali”.

“In questo caso le due sponde erano l’Italia e l’America, dove i due utenti, nascosti in profili non ben identificabili, parlavano”, si legge ancora. “Chat che le polizie postali mondiali monitorano costantemente. La cosa andava presa sul serio e non c’era tempo da perdere. Tramite l’analisi dell’indirizzo Ip, si è scoperto che chi aveva scritto il messaggio risiede nella provincia di Pesaro Urbino. Si tratta di un codice numerico univoco che identifica un dispositivo connesso a Internet, con una funzione simile a quella di un indirizzo postale. In pratica è una sorta di Dna che permette di capire chi naviga, scrive e commenta sui social o sulle chat anche se il profilo è nascosto da un nikcname o da un nome falso”.

“Gli investigatori della squadra mobile di Pesaro, su input dell’Interpol, hanno quindi avviato le verifiche e sono arrivati dritti a un minorenne, studente di una scuola media della provincia”, conclude il Corriere Adriatico. “Si tratta di un ragazzino nato in Italia, di seconda generazione. Dalle verifiche del caso, analisi e confronti, il cerchio era ben stretto tanto che il giovane ha ammesso”. A quel punto sono scattate ulteriori indagini, che hanno permesso di accertare che si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto. “Fortunatamente, secondo gli accertamenti svolti, si trattava solo di uno sfogo di un giovane studente e che pensava di fare uno scherzo con l’altra persona con cui chattava dall’altra parte dell’oceano”.

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