Arriva il commento di Massimo Cacciari, scrittore, filosofo e politico italiano, sulle proteste che in questi giorni stanno scuotendo il Paese da Nord a Sud – mettendo in ginocchio capoluoghi come Roma, Milano, Torino – e che secondo le valutazioni delle forze dell’ordine coinvolgerebbero soprattutto i giovani, in larga misura minori. Una situazione che sta destando un grande allarme sociale.
Un tema non semplice, ha ammesso Cacciari in un’intervista rilasciata a Flavia Amabile de La Stampa. “Nelle manifestazioni può accadere di tutto”, ha sottolineato il filosofo, “ma è evidente che la protesta nasce da un’insoddisfazione radicale, da una rottura generazionale, come c’è stata, a volte, anche nel passato”. Dietro ciò che sta accadendo, insomma, vi sarebbe un malessere profondo.
“I giovani si sentono totalmente esclusi, senza prospettive e speranze”, ha aggiunto Cacciari, già sindaco democratico di Venezia per due mandati, tra il 1993 e il 2000 e tra il 2005 e il 2010. “Basta vivere nel mondo della scuola o a contatto con loro per capire la frustrazione profonda che provano”, ha detto ancora il filosofo, da sempre attento alle tematiche dell’istruzione e della didattica.
Alla base delle proteste che stanno infiammando l’Italia, insomma, ci sarebbe l’opposizione dei giovani rispetto alle “vergognose politiche dei padri”. Uno scontro generazionale che per Cacciari riguarda “il fallimento della democrazia e l’assenza di risposte da parte dei governi dietro le proteste che sono esplose in Italia”. Un tema che per l’intellettuale impone una riflessione non rinviabile.