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Puglisi (PD): gli errori della mobilità non sono dell’algoritmo ma di chi ha fatto domanda

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  • GUERINI

Molti si attendevano un’ammissione da parte del Miur degli errori della fase B, C e D della mobilità, invece arriva una poco convincente dichiarazione della Puglisi del Pd.

La dichiarazione della responsabile scuola del partito democratico è rilasciata all’Ansa:

Icotea

“Non esiste un “caso” Campania e non c’è un’alchimia inventata dal Miur per i trasferimenti. Con la mobilità straordinaria per la scuola dell’infanzia e primaria si trasferiranno se non otterranno l’assegnazione provvisoria 1500 insegnanti, ma rientreranno 1800 colleghi che si erano dovuti trasferire al nord anni prima. L’algoritmo su cui continua a fantasticare chi vuole speculare sul disagio che inevitabilmente deve affrontare chi ha scelto di accettare un contratto a tempo indeterminato, non è altro che il meccanismo di calcolo di punteggi e titoli decisi con accordo sindacale. Chi pensa di aver fatto errori nella compilazione della domanda può rivolgersi all’ufficio scolastico regionale per i controlli del caso. Gli insegnanti del sud in mobilità meritano il rispetto della verità dei fatti, non le balle dei 5 stelle per blandirli”.

Sembra di capire che l’algoritmo del Miur sia perfetto e funzionante, e che la causa degli errori sia imputabile, così scrive la Puglisi, ad una non corretta compilazione della domanda da parte degli insegnanti.

Eppure gli errori, così affermano Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda, quindi non soltanto il M5S, sono sicuramente imputabili ad un cattivo funzionamento del programma che ha consentito l’elaborazione dei dati. Noi de “La Tecnica della Scuola” possiamo affermare che l’errore di chi compila una domanda non è scusabile e non dovrebbe essere normativamente corretto, ma le centinaia di proteste documentate che abbiamo ricevuto e verificato, evidenziano errori del sistema e non della compilazione della domanda da parte degli insegnanti. Ci pare poco convincente la dichiarazione della Puglisi che assolve il Miur da ogni responsabilità e le addossa agli insegnanti.