Home Valutazioni Quale valutazione nel futuro dei nuovi dirigenti scolastici lombardi?

Quale valutazione nel futuro dei nuovi dirigenti scolastici lombardi?

CONDIVIDI

Nei giorni 26, 28 e 29 maggio si sono tenuti presso l’IIS Lagrange di Milano, a cura dell’Ufficio scolastico per la Lombardia, i corsi di formazione destinati ai dirigenti che svolgeranno l’attività di mentoring a favore dei nuovi dirigenti scolastici che prenderanno servizio il prossimo 30 giugno . Tema centrale dell’incontro è stato quello riguardante la valutazione del sistema scolastico e l’autovalutazione dell’istituzione scolastica.

Le norme prevedono, infatti, che i nuovi dirigenti debbano svolgere un percorso di formazione nell’anno di prova con l’affiancamento di dirigenti mentor proprio intorno ai temi della valutazione e dell’autovalutazione, in linea con quanto già svolto nel corrente anno scolastico dai nuovi dirigenti nelle altre regioni italiane.

Icotea

E’ noto altresì a tutto il personale della scuola che il prossimo anno scolastico entrerà in vigore il nuovo Sistema nazionale di valutazione, in applicazione di quanto prevede il D.P.R. n. 80/2013.

In occasione del seminario lombardo è stato sottolineato da alcuni responsabili dell’Usr che il sistema lombardo ha fino ad ora privilegiato il percorso CAF della piattaforma ReQuS, in quanto lo si ritiene più adeguato rispetto ad altri modelli proposti dall’Invalsi e che intende sostenerne la sua applicazione negli istituti.

Le associazioni firmatarie del presente comunicato stampa dissentono da tale asserzione e, ritenendo che il sistema scolastico lombardo non debba andare in controtendenza rispetto agli indirizzi definiti a livello di norme generali e di sperimentazioni nazionali in atto, sottolineano che è urgente che:

 

– l’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia promuova e sostenga con convinzione il progetto Vales, in corso di svolgimento, e il prossimo avvio del Sistema nazionale di valutazione collaborando positivamente con l’Invalsi, l’Indire e il corpo ispettivo;

 

– il CAF, o altri modelli di valutazione, già in uso in alcune reti di scuole, siano oggi riproposti come complementari e non sostitutivi rispetto agli strumenti previsti dal D.P.R. n. 80/2013;

 

– l’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia promuova proposte formative “aperte” – non solo quelle “istituzionali” ma anche quelle offerte dalle associazioni professionali e dagli enti riconosciuti dal Miur – lasciando alla responsabilità delle istituzioni scolastiche autonome la scelta del percorso formativo ritenuto più idoneo per partecipare in modo consapevole ed adeguato al Sistema nazionale di valutazione.

 

Le associazioni di dirigenti e di docenti

ADI, ANDIS, ANP, DIESSE, DiSal Lombardia