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Aggiornato il 27.09.2025
alle 15:57

Quali docenti e Ata andranno in pensione nel 2026? Il Ministero apre la “finestra”, c’è tempo fino al 21 ottobre: Varengo (Cisl Scuola) risponde

Chi vuole lasciare la scuola per andare in pensione è bene che si attivi. Su questo argomento, “La Tecnica della Scuola” ha incontrato Attilio Varengo, sindacalista esperto della segreteria nazionale della Cisl Scuola: con lui sono state analizzate le novità sui pensionamenti 2026 del personale scolastico. Tempi e modalità sono contenuti in una Nota ufficiale del ministero dell’Istruzione e del Merito appena pubblicata.

L’intervista

Quali sono i requisiti d’accesso per lasciare il lavoro nella scuola?
VARENGO: “Abbiamo avuto un’informativa presso il Ministero dell’Istruzione con oggetto proprio il futuro decreto ministeriale e la circolare applicativa sulle prossime pensioni, del 2026/27: i requisiti sostanzialmente non potevano essere rinnovati, evidentemente sono quelli già conosciuti e quindi abbiamo il pensionamento ordinario per raggiungimento dei limiti di età, piuttosto che il pensionamento anticipato per il raggiungimento del montante contributivi sufficienti, quindi gli anni di servizio richiesti dalla norma, poi restano in vigore evidentemente le ulteriori forme di uscita flessibili anticipate quali opzione donna, quota 102 e 103, l’Ape sociale.

E quali sono le date per la presentazione della domanda?

Certamente, anche perché il personale nel frattempo deve prepararsi: partiranno dal 26 settembre e la presentazione dell’istanza, che si attuerà sostanzialmente per via telematica, arriverà a chiudersi il 21 ottobre; quindi, sostanzialmente, il personale della scuola docente, Ata e gli insegnanti di religione cattolica avranno 25, 26 giorni di tempo”
Resta fisso invece il termine del 28 febbraio per il personale dirigente scolastico: questa è una scadenza tradizionale.

La modalità per la presentazione delle istanze di cessazione dal servizio e anche per la richiesta di mantenimento in servizio, per coloro che hanno evidentemente i requisiti, dovranno quindi essere prodotte attraverso istanze on line, nello specifico si utilizzerà il sistema Polis.
Le modalità sono anche in questo caso ormai standard: occorre fornirsi di SPID, quindi è naturalmente necessario essere già registrati al sistema stesso.

Praticamente, rispetto allo scorso anno non cambia moltissimo?

VARENGO: No, non cambia molto. Come abbiamo detto, le modalità sono quelle previste dalla normativa. Rispetto all’anno scorso dobbiamo dire che coloro che andranno a compilare la domanda si troveranno una serie di istanze in più. L’anno scorso, attraverso raggruppamenti per categorie omogenee, le domande presentabili erano quattro. Invece, quest’anno saranno sette: l’amministrazione, a nostro giudizio in maniera opportuna, ha inteso scindere le varie tipologie di candidati per dare una maggiore semplicità di fruizione dell’istanza.

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