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22.03.2026

Quali sono le difficoltà scolastiche più comuni? Quali sono le sfide dei docenti oggi tra Dsa e Bes?

In ogni classe ci sono difficoltà che rischiano di diventare abitudini: una lettura lenta, una scrittura incerta, un problema di matematica evitato. Quando intervenire? E soprattutto come farlo senza moltiplicare esercizi inutili? Per i docenti la vera sfida è riconoscere i segnali e trasformarli in occasioni di progresso.

Ci sono ostacoli che a scuola si vedono subito e altri che crescono in silenzio. Una lentezza nella lettura, un’esitazione nell’esposizione orale, una difficoltà nel calcolo possono trasformarsi, se trascurate, in barriere difficili da superare. Per i docenti della primaria la vera sfida non è solo “recuperare”, ma capire quando e come intervenire, evitando che una difficoltà diventi una condizione permanente accettata come inevitabile.

Riconoscere i segnali prima che sia tardi

Le difficoltà di apprendimento non compaiono all’improvviso: si annunciano con segnali precoci. Individuare i requisiti necessari per affrontare con serenità il percorso linguistico-espressivo e logico-matematico significa poter leggere questi segnali con maggiore consapevolezza.

Capire qual è il punto di partenza di un alunno, monitorarne i progressi e verificarne i risultati permette di trasformare l’osservazione quotidiana in uno strumento professionale. Non si tratta solo di valutare, ma di comprendere per poter agire in modo mirato.

Strategie mirate invece di esercizi ripetitivi

Quando le difficoltà sono già evidenti, il rischio è quello di moltiplicare esercizi ripetitivi che non sempre producono miglioramenti significativi. Occorrono invece interventi specifici e calibrati: sulla fluidità e velocità di lettura, sulla correttezza e scorrevolezza della scrittura, sul calcolo e sulla risoluzione dei problemi, sulla comprensione e sull’esposizione di un testo scritto o orale.

Avere una chiave di lettura chiara e suggerimenti didattici concreti consente di evitare tentativi casuali e di strutturare percorsi realmente efficaci, sia per il singolo alunno sia per l’intera classe.

Apprendere con piacere e rafforzare l’autostima

Ogni difficoltà scolastica incide anche sulla percezione che il bambino ha di sé. Intervenire in modo adeguato significa non solo colmare carenze, ma restituire fiducia e piacere di apprendere.

Sostenere i primi passi finché il cammino non diventa più sicuro e autonomo è un obiettivo ambizioso, ma possibile. Confrontarsi su casi concreti e riflettere sulle strategie da adottare aiuta i docenti a non accettare una situazione “de facto”, ma a costruire progressi misurabili e ulteriori sviluppi nel tempo.

Il corso

Su questi argomenti il corso Gli ostacoli si possono superare! Interventi per la primaria, in programma dal 23 marzo, a cura di Patrizia Casella.

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