Molti pensionati, in questo mese di gennaio 2026, non hanno ancora visto accreditato il loro assegno. Sui social impazzano i commenti inferociti relativi al ritardo nei pagamenti. Ma cosa sta succedendo? Ecco i chiarimenti di Inps, contenuti in una circolare dello scorso 22 dicembre, che possono essere utili a tanti insegnanti in pensione.
Intanto la circolare spiega che il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il decreto interministeriale 19 novembre 2025, ha definito i parametri per la perequazione delle pensioni (l’adeguamento al costo della vita) per il biennio 2025-2026.
In attuazione di tale decreto, in vista del nuovo anno, l’INPS ha portato a termine le operazioni di rinnovo delle pensioni, delle prestazioni assistenziali e delle prestazioni di accompagnamento alla pensione per il 2026.
In particolare, la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2024 è determinata in misura pari a +0,8% dal 1° gennaio 2025.
Poiché questo valore conferma quanto già applicato in via provvisoria, non è previsto alcun conguaglio per i pensionati nel corso del 2025. Il trattamento minimo per i lavoratori dipendenti e autonomi è confermato a 603,40 euro mensili.
A partire dal 1° gennaio 2026, le pensioni subiranno invece un incremento provvisorio dell’1,4%; questo aumento serve a contrastare l’inflazione registrata nel corso del 2025, salvo conguaglio che verrà effettuato l’anno successivo.
La circolare INPS 19 dicembre 2025, n. 153 definisce i valori provvisori del trattamento minimo del 2026 e ricorda che l’importo di quest’ultimo viene preso a base anche per l’individuazione dei limiti di riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito per il medesimo anno.
A partire dal 1° gennaio 2026, la rivalutazione provvisoria fissata al +1,4%, verrà dunque applicata in misura piena agli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo e in misura ridotta per gli importi superiori; le pensioni minime raggiungono la nuova soglia base di 611,85 euro mensili (pari a circa 7.954 euro annui).
Ecco infine la risposta a chi si chiede quando arriveranno le pensioni di gennaio 2026: resta confermato il calendario dei pagamenti delle pensioni che, per il solo mese di gennaio 2026, coincide con il secondo giorno bancabile: le somme saranno pertanto disponibili dal 3 gennaio, per chi riscuote tramite Poste Italiane, e dal 5 gennaio, per chi riscuote tramite istituti bancari.
Niente di inaspettato, tutto previsto dalla legge; l’articolo 1, comma 302, della legge 190 del 2014 (governo Renzi), come modificato dalla legge 205 del 2017 (governo Gentiloni). Dal 2018 stabilisce che:
Inutile dire che molti cittadini si sono trovati a brancolare nel buio e hanno iniziato a lamentarsi del mancato accredito (temporaneo) della pensione, atteso per il secondo giorno del mese come al solito. “Banche e governo lucrano sui pensionati”. “Cinque giorni di valuta: non deve stare tanto bene l’Inps”. “Chi deve comprare il pane starà a dieta”, questi sono solo alcuni, riportati da La Repubblica.
Gennaio non è un caso isolato. Il calendario Inps dei pagamenti 2026 mostra che la stessa situazione si ripeterà almeno altre due volte: