Home Attualità Quirinale vietato: bastava pensarci prima…

Quirinale vietato: bastava pensarci prima…

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Sulla vicenda del ragazzino autistico che solo dopo diverse peripezie ha potuto partecipare alla inagurazione dell’anno scolastico al Quirinale si sa ancora troppo poco per formulare un giudizio completo. Per le notizie di cui ora si dispone bisogna però ammettere che la vicenda è davvero strana.

A quanto pare non sarebbe stata la scuola in quanto tale a frapporre ostacoli alla partecipazione dell’alunno, tanto è vero che, contattata dalla famiglia, la vicepreside si è subito dichiarata disponibile ad accompagnare il ragazzino alla manifestazione.
A quanto pare, invece, il problema sarebbe stato sollevato dall’insegnante di sostegno che non avrebbe potuto garantire la propria presenza oltre un certo orario.
Se così stanno davvero le cose bisogna chiedersi se situazioni delicate e complesse come questa possano essere gestite facendo esclusivamente riferimento ad orari, mansionari e disposizioni contrattuali. 
Non dimentichiamo che la legge stessa stabilisce che la “gestione” (termine quanto mai inadatto) dell’alunno disabile non deve mai essere delegata all’insegnante di sostegno ma, al contrario, deve essere assunta dall’intero team docente, anzi dalla classe intera se non addirittura da tutto il plesso scolastico.
Che le risorse siano sempre più ridotte è vero e che non sempre le ore di sostegno siano adeguate rispetto alle necessità è altrettanto vero.
Ma ci permettiamo di affermare – senza tema di smentita – che in almeno due-tre circostanze all’anno, in via del tutto eccezionale, non c’è davvero bisogno della “banca ore” di cui parla Renzi per organizzare gli orari del personale in modo da garantire ad un alunno disabile di partecipare ad una esperienza collettiva fuori dall’edificio scolastico (in questo caso poi si trattava addirittura di andare al Quirinale e di salutare da vicino il nostro Presidente).