È unanime la condanna per il gesto folle che in una scuola ha portato alla morte di Youssef Abanoub, lo studente di origini egiziane accoltellato il 16 gennaio nell’Istituto professionale ‘Domenico Chiodo’ di La Spezia.
Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha detto di provare “grande dolore” e commentato quanto accaduto come “una tragedia che colpisce profondamente la comunità scolastica e l’intero Paese”, mentre il vice-premier Matteo Salvini ha fatto riferimento alla prossima approvazione di “misure ancora più restrittive e tolleranza zero”.
Per il deputato leghista Igor Iezzi è bene che “si approvi subito il nuovo decreto sicurezza voluto dalla Lega in Consiglio dei ministri che, tra le varie misure, introduce anche il divieto assoluto dell’uso di lame e coltelli, con aggravanti per il loro utilizzo in contesti sensibili come le scuole”.
Secondo il primo cittadino di La Spezia, Pierluigi Peracchini, esiste ormai tra i nostri giovani “una cultura nell’uso di questi coltelli che è veramente inaccettabile” e che “arriva solo in certe etnie”.
Secondo Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, “ci sono tragedie che ci lasciano senza parole” ed è “terribilmente sconcertante che questo sia potuto accadere e che sia accaduto a scuola. La scuola fa tutto il possibile per educare i ragazzi alla convivenza civile ma ritengo evidente che siamo di fronte a un malessere sociale che richiede anche altro”.
Intanto, l’Unione degli Studenti della Spezia ha promosso una veglia in Piazza Garibaldi, come segnale di “vicinanza allo studente e alla sua famiglia” invitando a non portare bandiere e vessilli e a mantenere un rispettoso silenzio durante la manifestazione.
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