Ci sono importanti aggiornamenti sul caso del ragazzo accoltellato a morte a La Spezia, a scuola, lo scorso venerdì 16 gennaio. Secondo quanto riportato TgCom24 l’aggressore, un compagno di scuola, che ora è stato arrestato, sarebbe stato già protagonista in passato di atti di violenza.
La scuola, a quanto pare, l’aveva già segnalato alle forze dell’ordine ed era anche stato preso in carico dai servizi sociali. I docenti, inoltre, sapevano che qualcosa non andava, ed erano anche intervenuti dopo che il ragazzo aveva avuto un violento litigio con un compagno albanese, durante il quale qualcuno sostiene avesse anche estratto un coltellino.
All’origine della violenza la gelosia per una ragazza con cui l’aggressore era fidanzato. Ci sarebbero stati, infatti, come trapelato in questi giorni, degli scambi di foto tra la vittima e la ragazzina di origini indiane, studenti che si conoscevano sin da bambini. A quanto pare, emerge oggi, si tratterebbe perlopiù di una immagine modificata con l’intelligenza artificiale.
Ecco cosa ha detto la giovane, minorenne, come riporta Il Corriere della Sera. “In questi giorni affronterò un secondo interrogatorio, chi ha visto parli, chi sa mi scriva, ogni testimonianza è importante. Sentirò tutti appena posso – scrive ancora la ragazza -, sono l’unica che può fare qualcosa, e combatterò fino all’ultimo per lui e la sua famiglia. Non starò in silenzio. E ripeto, non dite tante ca***** su di me perché il mio telefono è costantemente controllato dagli agenti, e se fossi complice non sarei qui, i gossip fateli per altro per favore, fate solo brutta figura…”.
“Sì, sono io la ragazza per cui un ragazzo ha perso la vita stamattina a Spezia”, così si era presentata sui social in seguito alla morte del ragazzo. Ma intende anche evitare di fare gossip privi di fondamento, appunto. Lo ribadisce più volte. “E chiederei di non inventare gossip scherzando sulla morte di un ragazzo che tra l’altro ho fatto il possibile per evitare litigi fra i due. Non inventate cazzate su di me perché non sono mai entrata in tribunale a difendere il mio ragazzo, anzi non gli ho rivolto la parola (come giusto che sia), sono stata sottoposta ad altro”.
“Per un periodo — hanno detto gli studenti, come riporta Il Corriere della Sera, — l’aggressore andava in giro chiedendo cosa succede in Italia ad uno che ammazza una persona”. Il padre del
Il padre del giovane ha chiesto scusa: “Io sono padre e penso ad un altro padre che ha perso suo figlio. Voglio chiedere scusa a lui, alle sorelle del ragazzo, a tutta la sua famiglia. Proprio perché padre capisco il loro dolore. Mi dispiace tantissimo per quello che è successo”
“Mai e poi mai abbiamo saputo che facesse cose di questo tipo. Ripeto, per noi era un ragazzo tranquillo. Ogni mattina si alzava, prendeva l’autobus, andava a scuola. Poi il sabato e la domenica ma anche durante l’estate, prendeva nuovamente il pullman, per andare a fare il cameriere. A volte faceva anche un pezzo di strada a piedi. Lo faceva per portare i soldi a casa e una parte poi li dava alla sua mamma”.
“Noi in casa abbiamo solo quello per tagliare il pane e poi altri più piccoli per mangiare. Non ci sono altri coltelli in giro. Se lui lo ha portato a scuola sicuramente non lo ha preso qui in casa. Forse l’ha comprato da qualche altra parte”.
Inutile dire che il fatto ha generato sconforto e copiose reazioni. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara parla di installare metal detector nelle scuole, per evitare l’uso di armi bianche a scuola. “Metal detector nelle scuole a rischio. È necessario ripartire dai principi di base e dal rispetto. La scuola deve insegnare ai ragazzi a superare frustrazioni e sconfitte. Educare al rispetto significa prevenire la violenza”, queste le sue parole a Il Quotidiano Nazionale e a Il Giornale.