Home Politica scolastica Raggi: scuole al freddo, anche a causa di anni di mancata manutenzione

Raggi: scuole al freddo, anche a causa di anni di mancata manutenzione

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Dopo le polemiche sulle scuole rimaste al freddo la sindaca di Roma Virginia Raggi passa al contrattacco e spiega i motivi dei disagi di questi giorni.

“Con l’operazione ‘scuole calde’ – dichiara la Raggi, secondo quanto riporta l’Ansa – abbiamo disposto l’accensione in anticipo dei termosifoni negli edifici scolastici di Roma per far fronte all’ondata di freddo che ha investito la nostra città. Ci sono stati dei malfunzionamenti ma hanno comunque riguardato una minima parte degli impianti, sui quali siamo immediatamente intervenuti inviando delle squadre per risolvere le criticità”. “L’amministrazione – prosegue la sindaca – ha garantito il massimo impegno per affrontare una realtà che abbiamo ereditato e che purtroppo in molti casi è drammatica, come hanno confermato anche tanti presidi”.

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Ma a spiegare i disagi non c’è solo l’eredità, ci sono anche “i continui tagli dei finanziamenti ai Comuni e la mancata manutenzione”

Ed è così aggiunge ancora Virginia Raggi che a Roma ci si è trovati con “strutture fatiscenti, termosifoni danneggiati, tubature vecchie e impianti elettrici inadeguati”

“Per tutte queste ragioni e per valutare le misure necessarie a evitare analoghi disagi in futuro – conclude la sindaca-  ho convocato un’apposita riunione che si svolgerà la prossima settimana: l’obiettivo è di individuare delle procedure standard, fino ad oggi mancanti, per prevedere l’accensione anticipata degli impianti nei casi di prolungata chiusura delle scuole”.

Per finire poi con una affermazione che potrebbe forse riaprire la polemica con l’Anp romano che lamenta il fatto che il Comune di Roma non ha risposto alla offerta di collaborazione avanzato dal sindacato dei dirigenti scolastici: “Ho inoltre chiesto di approntare dettagliate disposizioni che individuino per ogni Municipio i soggetti incaricati di garantire l’accesso, in qualunque momento, a ciascun edificio scolastico”. 
Ma ai dirigenti scolastici potrebbe non piacere troppo essere estromessi da un programma del genere.

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