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13.11.2025

Rapporti troppo personali con una studentessa, la Corte di Cassazione: legittimo il licenziamento del docente

La Corte di Cassazione ha stabilito che il ruolo dell’insegnante non può essere confuso con quello di un confidente personale degli studenti. Con la sentenza n. 28886 del 2025, i giudici hanno confermato la legittimità del licenziamento di un docente accusato di aver instaurato con una studentessa un legame oltre i limiti del normale rapporto educativo. Come riporta Open, il professore aveva avuto con la giovane “incontri privati, regali e scambi confidenziali che hanno superato – secondo i giudici – i limiti della correttezza professionale”.

La decisione della Corte e la difesa del prof.

La Suprema Corte ha chiarito che, in casi simili, non serve dimostrare un danno concreto o la perdita di fiducia da parte di studenti o famiglie. “Basta che la condotta appaia come una relazione troppo complice, sufficiente a generare sospetti o disagio nell’ambiente scolastico”, scrive Open. Il docente si era difeso sostenendo di essere stato frainteso e di aver agito solo con finalità educative. Tuttavia, la Cassazione ha sottolineato che “contano più i fatti delle intenzioni”. Secondo i giudici, l’insegnante deve essere e restare “un punto di riferimento autorevole, altrimenti rischia di trasformarsi in una figura ambigua per lo studente”.

“Mantenere chiari confini professionali”

L’obiettivo della sentenza, riporta la testata, è tutelare “l’equilibrio educativo e la reputazione dell’istituzione”, garantendo che l’insegnamento resti fondato su “imparzialità, autorevolezza e rispetto reciproco”. Per la Corte, ogni docente deve quindi mantenere “chiari confini professionali” e, mentre la funzione educativa è in corso, non può trasformare il rapporto in uno “personale o affettivo con gli studenti”.

“Minata la credibilità dell’insegnante”

Alla luce di questi principi, il licenziamento non è stato considerato una misura eccessiva, ma “una risposta proporzionata a condotte che hanno minato la credibilità dell’insegnante e l’autorevolezza dell’istituzione scolastica”. Con questa decisione, la Cassazione ribadisce un concetto essenziale: nella scuola, il confine tra vicinanza umana e confidenza personale non deve mai essere superato.

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