Il Rapporto INVALSI 2025 non è un semplice bilancio annuale, ma una sveglia che suona forte e chiara su una realtà che la pandemia ha reso innegabile: le fondamenta del nostro sistema educativo stanno mostrando qualche piccolo segnale di cedimento.
Tuttavia, in questo panorama di criticità, emerge un dato di fatto che è al tempo stesso un fiore all’occhiello e un motivo di profonda riflessione: l’impegno straordinario della maggior parte dei docenti italiani.
Mentre i numeri del rapporto indicano una crisi degli apprendimenti, l’azione quotidiana degli insegnanti dimostra che la risposta a questa sfida non si limita alla semplice trasmissione di nozioni.
Al contrario, il loro lavoro si concentra sempre più sulla “cura dei processi educativi”, un approccio che guarda alla crescita complessiva del bambino, al suo benessere, alla sua capacità di comprendere e di interagire con il mondo. Questa dedizione, che va ben oltre la pura didattica orientata ai risultati, è un patrimonio inestimabile. I docenti, anche in un contesto di risorse limitate e di crescenti difficoltà su tutti i fronti, si adoperano con passione, serietà e professionalità per favorire il benessere emotivo degli alu
Questo focus sui processi, sulla formazione del cittadino e della persona, è la vera forza della nostra scuola. Eppure, proprio questo impegno meritorio rischia di essere vanificato se non viene sostenuto da un sistema che funzioni a pieno regime con una visione pedagogica lungimirante. Se in qualche regione la percentuale di alunni ne esce con risultati non del tutto adeguati in Italiano e in Matematica, la colpa non è certamente dei docenti, ma rappresenta un chiaro segnale di un malessere sistemico.
La scuola primaria, comunque, rimane in Italia il segmento scolastico con i risultati più solidi e meglio funzionanti, il punto di riferimento per l’istruzione nel nostro Paese. Se infatti è vero che le fondamenta del nostro sistema educativo sono complessivamente le più salde, è proprio per questo che non possiamo permetterci di ignorare i primi segnali di cedimento che il rapporto INVALSI ha messo in luce.
Tuttavia, proprio perché questo patrimonio di competenze e passione è così prezioso, non possiamo lasciarlo solo di fronte a sfide sempre più complesse. Non si tratta di colpevolizzare, ma di agire. La soluzione risiede in un piano d’azione che parta da un potenziamento immediato degli apprendimenti di base, integrando l’approccio olistico dei docenti con screening precoci e percorsi di recupero personalizzati.
È necessario fornire agli insegnanti gli strumenti e il supporto necessari, attraverso la formazione continua e il supporto psicologico, e stringere un “patto educativo” che coinvolga le famiglie e l’intera comunità. Solo così, valorizzando ciò che già funziona e agendo con determinazione sulle fragilità emergenti, potremo preservare e rafforzare la scuola primaria, garantendo a ogni bambino un futuro costruito su basi solide. Già da anni noi docenti sul campo cerchiamo di adottare strategie per migliorare gli apprendimenti e favorire l’autoregolazione e la sostenibilità dell’apprendimento.
Tra le strategie valutative orientate al miglioramento degli apprendimenti condividiamo, come pratica diffusa, con gli alunni gli obiettivi di apprendimento collegati a un compito o a un’attività proposta, nonché i criteri e gli indicatori utilizzati per valutare i loro prodotti e/o prestazioni assicurandoci che ne abbiano compreso bene il significato con esempi concreti e chiarimenti aggiuntivi.
Non manca neppure la proposta di molteplici compiti e attività valutative per monitorare il raggiungimento degli obiettivi connessi a un percorso didattico come anche, a conclusione di un’attività, forniamo feedback sui punti di forza e di debolezza delle loro prestazioni o dei loro prodotti.
Viene effettuata una richiesta sistematica di autovalutazione del loro operato. Tra le strategie valutative orientate all’autoregolazione e alla sostenibilità dell’apprendimento già da tempo si è soliti analizzare insieme agli alunni il loro lavoro svolto per discutere su come far fronte, in futuro, a compiti simili, ma nello stesso si tende a proporre compiti risolvibili in modalità differenti e non prestabilite (ad esempio compiti autentici o di realtà). I risultati delle prove INVALSI non devono limitarsi ad effettuare semplici rilevazioni e misurazioni.
I docenti si aspettano in ogni scuola strumenti operativi e piste di lavoro per migliorare ogni giorno e costruire il futuro dei nostri figli.