Oggi, 9 luglio, alle 15,30, viene presentato il Rapporto Nazionale INVALSI 2025 alla Camera dei Deputati, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari.
Ecco le parole di Valditara: “C’è un elemento positivo, la dispersione esplicita. L’obiettivo del sistema scolastico è tenere tutti a bordo, l’obiettivo è una scolarizzazione di massa. Allora è evidente il dato positivo. Far sì che il più ampio numero di giovani termini il percorso scolastico è il primo obiettivo”.
“C’è poi un dato che mi riempie di soddisfazione particolare è anche quello del funzionamento, al di là delle più rosee aspettative, di Agenda Sud. Le scuole interessate hanno avuto miglioramenti. Le dieci linee di intervento di Agenda Sud vanno a toccare le criticità. Devo dire che questo modello può essere esportato in Europa. Il tema della dispersione implicita coinvolge tanti Stati. Ci vogliono più docenti per scuola, più personalizzazione. Nelle scuole di Agenda Sud abbiamo dato docenti in più”.
“Se c’è una stabilità sui risultati, preoccupa il fatto che non siamo riusciti dal calo delle competenze conseguente al Covid. In seconda primaria c’è un dato rivoluzionario, le scuole del Sud hanno risultati superiori rispetto a quelle del Nord. Al netto della popolazione immigrata però i divari permangono. Dobbiamo affrontare il discorso della dispersione implicita della composizione immigrata delle nostre scuole. La soluzione che abbiamo avviato, con l’assunzione il prossimo anno di docenti specializzati sull’italiano per stranieri. Questa è la strada, nella direzione della personalizzazione e affrontare un insegnamento dell’italiano che sia specialistico e individualizzato per gli stranieri di primo arrivo. Se non abbiamo il coraggio di andare in questa direzione temo che continueremo a veder peggiorare i risultati”.
“C’è un altro dato importante su cui riflettere, le competenze in matematica delle ragazzine; dobbiamo andare avanti rispetto a quanto avviato, cioè un ripensamento dell’insegnamento della matematica, che parta dalla realtà per arrivare alla teoria. Le bambine hanno una mentalità più pratica, più concreta. Con un insegnamento del genere contiamo di poter coinvolgere sempre più e migliorare sempre più i risultati”.
“C’è il tema dell’italiano e la necessità di migliorare i risultati della comprensione del testo. Dobbiamo ripensare l’insegnamento dell’italiano. Non è un problema della bontà delle nostre scuole. La società ha un impatto notevole, la scuola deve essere il centro che moltiplica lo sviluppo. Fondamentale avere un’attenzione forte su grammatica e riassunti, è dalle elementari che si formano le basi”.
“Un altro elemento che emerge è che l’intervento deve essere sempre verso una personalizzazione. Abbiamo avviato anche Agenda Nord, questi fenomeni iniziano a manifestarsi nelle scuole delle periferie delle grandi città”.
“Credo che questa ricerca offra spunti interessanti: dovranno essere destinate sempre più risorse per iniziative come Agenda Sud e Nord. Se ci avviamo a vincere la sfida della dispersione implicita questa è la battaglia: più studenti a scuola, dobbiamo essere capaci. Dobbiamo qualificare sempre di più la figura del docente tutor e orientatore. Sono tanti i giovani e quindi dobbiamo fare un’azione non generalizzata ma individualizzata, sempre più una formazione su misura. Dobbiamo lavorare tutti insieme senza pregiudizi. I nostri giovani hanno bisogno di risposte concrete.