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15.07.2026
Aggiornato alle 16:13

Ispezione per lo striscione esposto a scuola ‘L’Italia agli italiani’, Valditara chiarisce: “Non ha nulla di censurabile”

Mercoledì 15 luglio si è svolto il question time dall’Aula di Montecitorio. A intervenire, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha risposto su diverse interrogazioni. In particolare, sul caso degli esiti dell’accertamento ispettivo dell’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna a seguito dei fatti avvenuti presso il liceo classico “Vincenzo Monti” di Cesena (la vicenda dello striscione “L’Italia agli italiani” appeso da due studenti) ha affermato: “Voglio subito chiarire: l’affermazione ‘L’Italia agli italiani’ non solo non ha nulla di censurabile, ma è senz’altro condivisibile, poiché ricomprende tutti i cittadini del nostro Paese. È una frase, fra l’altro, più volte ripetuta dai movimenti politici che costituiscono l’attuale Governo.

A seguito delle note decisioni assunte dal consiglio di classe del liceo Monti di Cesena sulla condotta dei due studenti che hanno esposto uno striscione con la scritta, appunto, ‘L’Italia agli italiani’, ho ritenuto necessario avviare subito una verifica ispettiva per il tramite dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna. L’ispezione è tuttora in corso e, non appena saranno noti i relativi esiti, sarà possibile una valutazione compiuta sull’accaduto.

A riguardo, premesso che non esiste alcun potere ministeriale sul processo valutativo del singolo consiglio di classe, specifico che l’accertamento è volto a chiarire il rapporto tra la violazione delle regole scolastiche e il contenuto dell’elaborato assegnato agli studenti. Vale a dire se il consiglio di classe, nell’assegnare un approfondimento sulle leggi razziali e sul saggio ‘Gli africani siamo noi’, sia stato in qualche modo condizionato dalla vicenda in questione e dallo striscione esposto.

Ciò detto, qualora all’esito dell’accertamento ispettivo dovesse emergere un collegamento tra il contenuto dell’elaborato critico e l’espressione utilizzata nello striscione – e non, come richiedono le norme da noi recentemente introdotte, con la violazione di regole di condotta scolastica – sarebbe certamente un episodio in contrasto con la deontologia professionale dei docenti. Ricordo, infatti, che la riforma del comportamento da me voluta prevede che i provvedimenti disciplinari abbiano una finalità educativa e tendano al rafforzamento del senso di responsabilità e al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica.

Dunque, in nessun caso può essere sanzionata la libera espressione delle opinioni che non siano in contrasto con le libertà altrui. È lo stesso Statuto delle studentesse e degli studenti a stabilire che non si può sanzionare uno studente per il suo pensiero politico. D’altronde, abbiamo emanato una circolare molto chiara che invita a stimolare lo spirito critico, il pluralismo delle idee e il dibattito, e a contrastare ogni forma di indottrinamento, partendo dal presupposto che la grande missione della scuola sia di educare ad essere liberi da qualsiasi soggezione a persone, mode o ideologie”.

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