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Aggiornato il 01.10.2025
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Reclutamento docenti, audizione in Senato: apertura della politica sulle GPS? Le posizioni dei sindacati e di Pittoni (Lega)

Si è tenuta questa mattina, presso la VII Commissione del Senato, l’audizione sul Disegno di Legge 545, dedicata al reclutamento e alla formazione degli insegnanti. Ecco le posizioni dei sindacati:

Uil Scuola: “Importante apertura della politica sulle GPS. Si va verso un canale strutturale per le assunzioni in ruolo”

“Finalmente emerge una reale volontà politica di dare seguito a ciò che rivendichiamo da tempo: garantire continuità agli alunni e riconoscere la professionalità e valorizzare l’impegno e la dedizione di migliaia di docenti. Il Disegno di Legge n. 545 – Disposizioni in materia di formazione e reclutamento degli insegnanti, attualmente in discussione, prevede infatti che le Graduatorie provinciali per le supplenze diventino uno strumento stabile per assumere in ruolo gli insegnanti” – ha dichiarato Paolo Pizzo, segretario nazionale Uil Scuola Rua in audizione al Senato.

“Negli ultimi anni i contratti a termine sono passati da 126.000 a quasi 286.000: non è più un’emergenza, ma un sistema che si regge sul precariato, con conseguenze soprattutto per gli studenti con disabilità, troppo spesso costretti a cambiare insegnante più volte nello stesso ciclo scolastico”.

Il Disegno di Legge ha diversi punti di forza – ha aggiunto Pizzo – perché riconosce l’esperienza dei docenti con anni di supplenze, in particolare nel sostegno, e perché introduce un sistema di reclutamento stabile, che integra quello concorsuale e assicura maggiori garanzie di continuità didattica. Restano però diversi aspetti da migliorare e su cui è urgente intervenire: facilitare le assunzioni dalle GPS, anche in territori con carenza di insegnanti, evitando che i posti rimangano vacanti, con possibilità di candidarsi in più province e regioni. La stessa opportunità va estesa anche alle future graduatorie regionali, che dal 2026 conterranno anche gli idonei dei concorsi. Solo così si aumentano concretamente le opportunità di assunzione; correggere le ingiustizie nella tabella titoli delle graduatorie, in particolare eliminando la differenza di 24 punti che penalizza gli insegnanti tecnico-pratici (ITP) rispetto ai colleghi delle materie teoriche; convertire i posti che oggi sono temporanei, del cosiddetto “organico di fatto”, in posti stabili, al 31 agosto utili per le assunzioni.

Assumere a tempo indeterminato su tutti i posti disponibili – ha concluso Pizzo – è un atto dovuto. Chiediamo che le GPS diventino definitivamente un canale strutturale di reclutamento accanto ai concorsi e che venga previsto lo scorrimento delle graduatorie di merito oltre il limite del 30%. Solo così alunni, famiglie e docenti potranno contare su un sistema trasparente e duraturo, capace di restituire dignità al lavoro e stabilità al futuro della scuola”.

Gilda: “Chiediamo al Parlamento riforma chiara per procedure trasparenti”

“Abbiamo – afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana – un urgente bisogno di restituire dignità e stabilità al lavoro dei docenti, anche attraverso percorsi formativi di qualità”.

E’ necessario che il reclutamento degli insegnanti sia affrontato in modo coerente, con l’obiettivo di ridurre il precariato, tra le richieste, ad esempio quella di rivedere le disposizioni in materia di assunzioni da GPS; di riportare la formazione iniziale sotto la responsabilità diretta del Ministero dell’Istruzione, così da assicurare standard elevati e sottrarla a logiche meramente speculative; di aggiornare il DDL alle riforme già intervenute in materia di TFA e corsi abilitanti, tenendo conto delle reali esigenze territoriali e dei fabbisogni di personale”.

“Quello che chiediamo da sempre – continua Castellana – è l’istituzione di un doppio canale di reclutamento, da un lato i concorsi ordinari aperti a tutti, dall’altro una graduatoria nazionale di docenti abilitati, frutto di precedenti concorsi o percorsi di abilitazione. Solo così – chiosa – potremmo garantire uniformità e porre fine alla confusione generata dalle numerose procedure di reclutamento che si sono succedute dal 2016”.

Pittoni (Lega): “Agevolare reclutamento docenti”

Anche il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Mario Pittoni è intervenuto:

«Quasi tre anni di confronto con Bruxelles ci hanno consentito di recuperare la figura del docente idoneo, trampolino per il ruolo senza doversi sottoporre a ulteriori prove concorsuali. Ora l’attenzione si sposta sul cosiddetto “precariato storico” a partire dalle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS), che per un certo periodo hanno consentito l’accesso al ruolo sia sul sostegno che per posto comune».

«Tale possibilità – spiega Pittoni – è stata poi limitata al sostegno e proprio in questi giorni siamo in attesa del via libera della Commissione europea alla nostra richiesta di proroga. Ma intanto disponiamo di un precedente importante nello sviluppo del progetto di diversificazione del reclutamento degli insegnanti. L’accesso al ruolo da GPS, ispirato all’articolo 59 della Legge 106 del 23 luglio 2021, conversione del Decreto-Legge 73/2021 Sostegni bis prorogato da ultimo con Decreto-Legge 19/2024, è infatti a tutti gli effetti un tassello già collaudato del meccanismo (presente nel mio ddl 1920/20) al quale da tempo si guarda in funzione dell’obiettivo di garantire che nessuna categoria resti esclusa dalla possibilità di puntare al ruolo. E riportando a livelli fisiologici le supplenze, passiamo assicurare maggiore continuità didattica e quindi – conclude Pittoni – più qualità all’insegnamento».

FLC CGIL: sul reclutamento serve provvedimento complessivo

Anche la CGIL ha partecipato all’audizione presso la VII Commissione del Senato sul disegno di legge 545, recante “Disposizioni in materia di formazione e reclutamento degli insegnanti”.

In una nota rilasciata a margine dell’audizione, la FLC CGIL ha dichiarato: “Nel rilevare le diverse incongruenze del testo, presentato nel mese di febbraio 2023, che non tiene conto delle modifiche normative intervenute negli ultimi anni, abbiamo rappresentato l’urgenza di un provvedimento più complessivo, che parta dalla stabilizzazione di tutti i posti in organico di fatto o assegnati in deroga”.

Il sindacato di categoria ha ricordato che, “nell’anno scolastico 2024/2025 il numero di supplenze per quanto riguarda i docenti ha superato il numero di 250 mila, a cui si aggiungono 50 mila per gli ATA. A fronte di questo allarmante dato, la legge di bilancio per il 2025 ha disposto la stabilizzazione di soli 1866 docenti di sostegno su 130 mila posti in deroga, tra l’altro barattandoli con il taglio di 5660 posti comuni”.

La FLC CGIL ha perciò chiesto: “Un’assunzione di responsabilità affinché la prossima legge di bilancio offra segnali significativi e incoraggianti nella direzione della stabilizzazione dei posti precari”.

Pur non essendo contraria all’ipotesi di un nuovo canale di reclutamento, la Federazione ha indicato alcune priorità, come: “un piano straordinario di implementazione/stabilizzazione degli organici, con particolare riferimento alle cattedre in deroga sul sostegno e ai docenti specializzati attraverso i percorsi “ordinari” da 60 CFU; la tutela del diritto all’assunzione agli idonei dei concorsi 2020, 2023, 2024; la riduzione dei costi della formazione oggi scaricati integralmente sui precari e sul personale; l’articolazione dell’offerta formativa delle università sulla base del fabbisogno del sistema scolastico, soprattutto per quanto riguarda le specializzazioni sul sostegno e i corsi di laurea in scienze della formazione primaria. E, infine, il ridimensionamento del ruolo crescente delle università telematiche nella formazione del personale scolastico”.

“In assenza di tali interventi, qualunque modifica delle regole del reclutamento “a costo zero”, ovvero senza investire sugli organici e sulla formazione in ingresso in una logica di qualità del sistema, rischia di non centrare l’obiettivo di contrastare l’abuso dei contratti a tempo determinato, per cui l’Italia è stata deferita alla Corte di Giustizia Europea”, ha concluso la FLC CGIL.

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