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Reclutamento docenti: che cosa prevede la riforma del ministro Bianchi

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Da qualche tempo il Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi sostiene la necessità di riformare il sistema di reclutamento dei docenti.

Titoli previsti dalla riforma

Secondo quanto riporta “Il Sole 24 ore”, per quanto riguarda le scuole secondarie di primo e secondo grado, per partecipare al concorso il candidato deve possedere:

Icotea
  • la laurea e aver conseguito i 60 CFU in materie antro-psico pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche o durante i due anni della magistrale o negli ultimi due di quella a ciclo unico;
  • solo 30 CFU conseguiti durante il percorso universitario e conseguire i restanti 30 durante il primo anno di insegnamento con contratto a tempo determinato dopo aver superato il concorso.

Docenti precari

I docenti precari con un servizio di almeno 36 mesi possono accedere alle prove concorsuali senza bisogno dei 60 CFU e l’abilitazione.

Titoli e prove d’esame

Parlare di reclutamento dei docenti nel settore della pubblica istruzione significa prendere in esame due aspetti: i titoli occorrenti per partecipare ai concorsi e le diverse prove previste per una selezione di qualità dei candidati.

Quali prove prevede la riforma

Secondo quando si evince dalle diverse dichiarazioni del Ministro Bianchi,  le procedure concorsuali dovrebbero prevedere:

  • una sola prova scritta caratterizzata da un test scritto a risposta multipla;
  • elaborazione di una graduatoria data dal punteggio ottenuto nella prova e dai titoli posseduti.
  • assunzione per un anno con contratto a tempo determinato quale anno di prova; il superamento dell’anno di prova comporterebbe la trasformazione del contratto a tempo indeterminato con la relativa conferma in ruolo.

La situazione attuale

Nella storia della scuola negli ultimi 20 anni abbiamo assistito ad un continuo cambiamento dei titoli occorrenti per partecipare ai concorsi.

Dalle SSIS (scuola di specializzazione all’insegnamento secondario) ai PAS (Percorsi Abilitanti Speciali) dalla laura in scienze della formazione primaria abilitante per la scuola infanzia e primaria alla laurea non abilitante per l’insegnamento insieme a 24 crediti (CFU) per le classi di concorso di primo e secondo grado. Questi i titoli odierni per accedere nei vari gradi di scuola.

Titoli per la scuola infanzia e primaria

  • Laurea in scienze della formazione primaria
  • Diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002

Titoli per la scuola secondaria di primo e secondo grado

  • Abilitazione specifica sulla classe di concorso o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi  della normativa vigente;
  • Laurea magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai  sensi  della normativa vigente;
  • 24 crediti formativi universitari o accademici, di seguito denominati CFU/CFA, acquisiti in forma curricolare, aggiuntiva o extra curricolare nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Insegnanti tecnico pratici (ITP)

– Diploma di scuola superiore fino all’anno scolastico 2024/2025.

Prove d’esame

Con il decreto n. 44 del primo aprile 2021 si è cercato di snellire e nello stesso tempo velocizzare le procedure concorsuali per il pubblico impiego. Il principio recepito dal decreto 73 del 25 maggio, modificando i decreti 498 e 499 del 2020 hanno eliminato la prova preselettiva e ha introdotto:

  • un’unica prova scritta su computer based su argomenti riguardanti la singola disciplina d’insegnamento;
  • una prova orale volta ad accertare la capacità didattica del candidato.

Risultati di tale esperienza

I risultati non sono stati incoraggianti, tanto da far registrare una percentuale di bocciati pari a circa il 90% dei candidati specie nella scuola secondaria di primo e secondo grado.