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13.09.2025

Reclutamento docenti, Flc Cgil: tutti i punti critici di un sistema che fatica ad andare avanti

Il nuovo anno scolastico ha ormai preso il via, ma non tutti i docenti sono in cattedra. Il sistema di reclutamento secondo alcuni andrebbe cambiato. Nel corso della diretta della Tecnica risponde live, Marco Vulcano del Centro Nazionale Flc Cgil ha elencato le richieste del sindacato:

“Siamo in attesa della risposta da parte del Ministero alla nostra richiesta di incontro perché davanti a una scuola che è sospesa nella bolla del precariato abbiamo un sistema di reclutamento che fa enorme fatica ad andare avanti davanti a questi numeri di contratti a termine enormi, anche perché lo abbiamo ormai appurato ahinoi, il Ministero non va a testare preventivamente l’algoritmo, ma va ad usare le scadenze vere e proprie, come appunto le nomine dalle graduatorie per le supplenze, come test sulla pelle di chi lavora negli ambiti territoriali che si trova a fare i conti con sempre nuovi problemi anche legati all’algoritmo. Quest’anno l’abbiamo visto proprio legato al modo in cui l’algoritmo prendeva le graduatorie incrociate sul sostegno e chiaramente sulla pelle dei docenti precari e in generale della scuola tutta.

“Il primo punto è il il tema è l’aumento degli organici che noi chiediamo, ma anche la revisione delle procedure di reclutamento, perché questa sovrapposizione compulsiva di concorsi è inammissibile, tanto più che abbiamo delle graduatorie di idonei, cioè di persone che hanno superato dei concorsi ordinari e secondo noi non va assolutamente bandito il PNNR, il concorso cosiddetto PNRR3 nelle classi di concorso laddove dove c’è una capienza nelle graduatorie di concorso già bandite in precedenza. È chiaro che la proroga dello strumento dell’ordinanza come mezzo per la gestione delle graduatorie di istituto che abbiamo appreso da qualche giorno non va nelle nella direzione giusta perché così si rinvia il confronto sulla stesura del nuovo regolamento delle supplenze e quindi si rischia anche di rinviare il confronto sindacale dove vorremmo porre tutta una serie di temi”.

“I docenti scavalcati nelle graduatorie, nell’attribuzione degli incarichi dalle graduatorie e considerati rinunciatari perché magari hanno dovuto rinunciare a delle sedi lontanissime, ma questo comporta una assenza della possibilità di conseguire un incarico”.

“Il tema poi dell’equiparazione dei punteggi dei titoli abilitanti per gli ITP e i docenti di profilo A cosiddetti. Per quanto riguarda le graduatorie di sostegno a una medesima abilitazione all’insegnamento è ingiusto e discriminatorio attribuire punteggi diversi per ITP e docenti di profilo di profilo A.

“Inoltre il tema di confrontarci su una valutazione equa ed appropriata dei titoli di abilitazione e specializzazione sul sostegno di nuova istituzione che non erano previsti quando è stata scritta l’ordinanza del 2024. Per esempio, pensiamo alle specializzazioni sul sostegno attivate dall’Indire o dalle università o ai titoli abilitanti nuovi.

E inoltre ultimo, ma non ultimo, il ritardo con cui vengono pagate le supplenze brevi. Parliamo di persone, di insegnanti che lavorano costrette troppo spesso ad aspettare mesi per avere lo stipendio. Questo deriva da una volontà annosa di non mettere nelle partite di spesa, nella voce di bilancio delle partite di spesa fisse, quella che è, chiamiamola, per semplificare, la voce di spesa con cui si pagano le supplenze brevi. Però se è una partita di spesa variabile, lo dice il nome, i soldi variano e quindi i supplenti, le supplenze brevi vengono pagate variabilmente quando possono”.

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