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Reclutamento regionale contro i “superpunteggi”

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Intervento a tutto campo del senatore della Lega Mario Pittoni sulla questione dei presunti “superpunteggi” dei precari che sembrano abbondare soprattutto in alcune province.
Nel commentare una notizia pubblicata qualche giorno fa dal “Fatto Quotidiano” il senatore Pittoni osserva che il giornale “ha scoperto l’acqua calda, e cioè che i punteggi di chissà quanti insegnanti precari sono taroccati”.
Il “Fatto” aveva evidenziato che molti, moltissimi precari acquisiscono punteggi significativi iscrivendosi a corsi on line sui quali non viene svolto nessun tipo di controllo. Praticamente con cifre variabili dai 400 ai 1.500 euro ci si garantisce una manciata di punti utili a scalare le graduatorie.
Finalmente, commenta Pittoni, anche la sinistra ha scoperto che esiste un vero e proprio mercato dei punti.
“Il passo successivo però – aggiunge il senatore della Lega – dovrebbe essere quello di appoggiare il progetto di riforma del reclutamento del Carroccio, che individua un percorso innovativo ma chiaro ed efficace per la selezione “meritocratica” degli insegnanti da assumere, mettendo in “concorrenza” i candidati delle varie regioni”. La proposta di Pittoni farà certamente discutere: “Per assegnare il punteggio di base ai candidati alla docenza, non si dovrà farà più riferimento alla valutazione acquisita sul proprio territorio. Si dovrà scegliere una e una sola regione nella quale eleggere il proprio domicilio professionale e sottoporsi a quello che noi chiamiamo “test di preparazione”, con cui sarà verificata l’attitudine all’insegnamento e l’effettivo livello di preparazione dei candidati nelle singole materie”.
Il tutto (ed è questo secondo la Lega il punto centrale della proposta) nella regione di arrivo, a parità di condizioni con i candidati del posto.
Secondo Pittoni “il nuovo sistema da una parte eviterà che candidati valutati con “manica larga” in altre realtà, possano scavalcare chi effettivamente merita e dall’altra metterà in ‘competizione’ gli aspiranti all’insegnamento spingendoli a migliorarsi”.
Il senatore leghista coglie anche l’occasione per prendersela con Antonio Di Pietro che pochi giorni fa aveva puntato il dito contro il Carroccio, affermando che “per evitare che nelle scuole del Nord arrivino i supplenti meridionali… il governo ha deciso che d’ora in poi si terrà conto di due diverse graduatorie, col risultato che adesso nessuno sa più chi deve andare a insegnare in un posto e chi invece, pur avendone diritto, deve restarsene a casa”.
Pronta la replica di Pittoni: “Di Pietro indaghi sui superpunteggi di certi insegnanti invece di attaccare la Lega che cerca solo di tenere a bada i furbi”.
«La lotta all’illegalità 
– polemizza Pittoni – non si fa solo quando serve alla propria parte politica, altrimenti è un semplice slogan. Di Pietro vuole dimostrarsi credibile? Indaghi sui motivi per cui in alcune zone i punteggi degli insegnanti precari (anche relativamente giovani) sono doppi se non addirittura tripli rispetto ad altre”.
La conclusione, comunque, non cambia; anche in questo caso secondo Pittoni è assolutamente urgente far decollare la riforma del reclutamento su base regionale, soluzione “che può risolvere il problema alla radice”.